L’equipaggio della nave Sea Watch, in mare da 10 giorni con a bordo 32 persone soccorse nel Mediterraneo, lancia l’allarme sulle loro condizioni di salute. “La nostra nave non e’ attrezzata per ospitare le persone per un lungo periodo”, ha dichiarato il team medico in un video pubblicato su Twitter. “La Sea Watch e’ progettata per il soccorso medico e per la prima assistenza, non per ospitare le persone a bordo per un periodo cosi’ lungo. Al momento i migranti stanno bene ma i rischi aumentano, dalle possibilita’ di contrarre malattie alla carenza di approvvigionamenti”, ha spiegato la squadra dei medici a bordo. Lunedi’ l’Unhcr ha sollecitato una rapida soluzione alla crisi dei rifugiati e migranti attualmente bloccati nel Mar Mediterraneo. A bordo della nave Sea Watch si trovano 32 persone dal 22 dicembre, mentre altre 17 sono state salvate dalla Sea Eye il 29 dicembre. In un comunicato, l’Agenzia delle Nazioni unite per i rifugiati, ha chiesto agli Stati europei di offrire un porto sicuro e garantire lo sbarco alle due navi che trasportano anche donne, minori non accompagnati e anche bambini piccoli. “Il tempo stringe. Per le prossime ore si prevede mare mosso ed e’ probabile che le condizioni a bordo delle due navi si deterioreranno”, si legge nella nota. “E’ necessaria una leadership decisa, in linea con i valori fondamentali di umanita’ e compassione, per offrire condizioni sicure di sbarco e portare a terra i 49 in sicurezza”, ha dichiarato Vincent Cochetel, inviato speciale Unhcr per il Mediterraneo centrale. “I negoziati per capire quali Stati li accoglieranno dovranno avere luogo solo dopo che le persone soccorse siano al sicuro a terra”. A fronte di una significativa riduzione nel numero di arrivi, oltre 2.140 persone sono morte o risultano disperse nel 2018 nel tentativo di raggiungere l’Europa attraversando il Mediterraneo. L’Unhcr elogia il lavoro delle navi di ricerca e soccorso delle Ong per il loro ruolo fondamentale nell’evitare che il numero delle vittime risulti ancora piu’ alto. Secondo l’Unhcr “nel 2019 c’e’ un bisogno sempre piu’ urgente di mettere fine all’approccio ‘nave per nave’ attualmente in uso, ed e’ necessario che gli Stati adottino un accordo regionale che permetta ai capitani di sapere con chiarezza e prevedibilita’ dove far sbarcare i rifugiati e i migranti soccorsi nel Mediterraneo”.
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