Restera’ deluso chi pensa che ai giorni nostri le donne sappiano ormai tutto, o quasi tutto, sul significato e sui rischi legati alla menopausa, fase naturale, fisiologica, dell’esistenza umana al femminile e che coincide con la fine della fertilita’. Ci sono incertezze sul significato della menopausa e sui rischi, e sul fronte dei farmaci di contrasto ecco che l’87,3% delle donne in menopausa non assume farmaci specifici per la menopausa e il 68,1% e’ convinto che non sia necessario farne uso. Il 48,6% non li usa perche’ pensa che sia una fase fisiologica e il 33,9%, pur avendoli assunti, pensa di non averne piu’ bisogno. Tutto questo su una fase della vita della donna da sempre vissuta in modo problematico e’ svelato da una ricerca realizzata dal Censis, grazie al contributo non condizionato di Msd, su un campione di donne dai 45 ai 65 anni. Verificando cosa sanno e come vivono oggi la menopausa le donne italiane che si avvicinano o vivono gia’ la menopausa. La ricerca e’ stata presentata oggi a Roma da Ketty Vaccaro, responsabile dell’Area Welfare e Salute del Censis, e discussa da Serena Battilomo, direttore Ufficio Tutela dellaSalute della donna, dei soggetti vulnerabili e contrasto alle diseguaglianze del Ministero della Salute; Paola Boldrini, senatrice Pd; Stefano Lello, segretario della Societa’ Italiana di Ginecologia della Terza Eta’ (Sigite); Nicoletta Luppi, presidente e amministratore delegato di Msd Italia; Giovanni Scambia, presidente della Societa’ Italiana di Ginecologia e Ostetricia (Sigo); Elsa Viora, presidente Aogoi; Giuseppe Ettore, direttore del Dipartimento Materno Infantile Arnas Garibaldi Catania.

Emerge che l’82,8% delle donne pensa di essere informata sulla menopausa e il 77% dichiara di sapere che non e’ una malattia, ma una fase fisiologica. La principale fonte informativa e’ il ginecologo, secondo il 63,7% delle donne. Solo il 47,1% definisce la menopausa come la cessazione delle mestruazioni, e solo il 44,8% sa che coincide con il termine della fertilita’. Ancora piu’ basso – il 35,7% – il dato tra le donne che la menopausa si accompagna a un calo significativo di estrogeni nel sangue. Per il 73,6% la menopausa puo’ non comportare necessariamente disturbi e conseguenze per la salute, ma dipende dalla condizione della donna. Tra i disturbi piu’ frequenti vengono citati le ‘vampate’ di calore e le sudorazioni profuse (61,1%); l’irritabilita’, l’umore instabile, l’ansia (46,8%); l’aumento di peso (44,6%); i disturbi del sonno (39,4%); le palpitazioni, la tachicardia, gli sbalzi della pressione arteriosa (37,3%), ma c’e’ anche un 10,7% di donne per le quali la menopausa non comporta alcun disturbo frequente. Quanto alle possibili conseguenze per la salute, l’85% delle donne e’ consapevole del fatto che la menopausa puo’ aumentare il rischio di sviluppare l’osteoporosi e le malattie osteoarticolari, ma e’ molto di meno (il 61,5%) il numero di donne a conoscenza del fatto che la menopausa accresce il rischio di sviluppare malattie cardiovascolari come l’infarto cardiaco, l’ictus cerebrale o l’ipertensione, solo il 26,5% che aumenta il rischio di contrarre tumori e il 20,3% le demenze. In fatto poi di terapie, la ricerca del Censis registra ancora resistenze e scarsa informazione. La terapia ormonale sostitutiva (Tos) e’ conosciuta da poco piu’ della meta’ delle donne intervistate (51,9%) e tra le donne in menopausa solo il 7,6% la utilizza, mentre il 6,5% ha indicato di assumere farmaci da banco, omeopatici o fitoterapici. Tuttavia, positive appaiono le indicazioni sull’efficacia delle terapie: il 67,2% delle donne che hanno assunto o assumono farmaci ha dichiarato che seguendo una terapia per la menopausa i disturbi fisici si sono ridotti, i fattori di rischio come la pressione, la Moc, il colesterolo sono sotto controllo (71,9%), e che si sentono o si sono sentite meglio psicologicamente (70,3%). In particolare, il 64,6% delle donne in terapia consiglierebbe a un’amica i farmaci che sta prendendo in questo momento. Quando si parla di menopausa si parla anche di impatto sulla sessualita’: la percentuale di donne in questa fase fisologica che afferma di avere rapporti sessuali con una certa frequenza e regolarita’ e’ pari al 49,5%, a fronte del 74,2% delle donne non ancora in menopausa. La percentuale di chi valuta la propria vita sessuale positivamente scende al 56,3% rispetto al 77,3% delle donne non ancora in menopausa. E tra quel 56,3%, e’ pari al 20,3% la quota di donne che afferma di non avere piu’ una vita sessuale. Tuttavia, sull’impatto che la menopausa puo’ avere sulla dimensione della sessualita’ le opinioni appaiono divise. Se, da una parte, il 42,5% ritiene ininfluente la menopausa sull’attivita’ sessuale, dall’altra il 43,8% la associa a cambiamenti fisiologici (33,3%) o psicologici (10,5%) tali da ridurre il desiderio femminile, e solo il 4% pensa che possa avere un impatto positivo. Del resto, per il 66,2% delle donne in menopausa il corpo subisce cambiamenti estetici negativi (capelli, pelle, peso) che peggiorano l’immagine di se’. La condizione di menopausa e’ poi considerata positiva dal 39,4% perche’ elimina il problema di gravidanze indesiderate, ma il 26,8% segnala una perdita di interesse per la sessualita’, e un altra fetta consistente (29,7%) la considera l’esordio della terza eta’, mentre il 22,1% ritiene che le donne in menopausa vengano considerate meno attraenti da un punto di vista sessuale. “Cio’ che emerge in questo racconto femminile della menopausa oggi e’ una forte tendenza culturale alla normalizzazione: spogliata dei suoi tratti di drammaticita’ e riserbo, la menopausa non rappresenta piu’ la porta del passaggio alla vecchiaia e a una sorta di diminutio sociale, ma in essa prevale la dimensione del vissuto individuale e delle sue specificita’”, spiega Ketty Vaccaro. E aggiunge che “se da una parte la maggioranza nega un impatto specifico sulla vita delle donne, dall’altra non mancano i richiami a varie conseguenze negative che possono costellare la quotidianita’ delle donne in menopausa. Fondamentale e’ sviluppare una maggiore consapevolezza sul controllo dei fattori di rischio per la salute per le donne che hanno una aspettativa di vita crescente e che hanno bisogno di essere sostenute in percorsi di prevenzione efficaci, spesso oggi ancora carenti”.

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