Il melanoma è ritenuto il più letale tumore della pelle. In Italia negli ultimi 10 anni sono raddoppiati i casi di melanoma. Da una sperimentazione made in Italy arriva un’innovativa strategia, che puntando al rafforzamento del sistema immunitario, promette nuovo slancio e risultati per la ricerca.

Nel 2011 era stato dimostrato che con l’allora nuovissima immunoncologia (e in pochi anni affermatasi come la quarta strategia di cura contro il cancro, accanto a chirurgia, radioterapia e farmaci) si riuscivano a fare progressi nella sopravvivenza dei pazienti là dove per 30 anni non si era fatto alcun passo avanti. Oggi, continua a giocare questo suo ruolo d’avanguardia con la combinazione di un farmaco epigenetico e di un anticorpo immunomodulante somministrati in sequenza per il trattamento del melanoma in pazienti che gi presentano metastasi.

L’innovativa combinazione è stata per ora testata su un numero ristretto di pazienti (come avviene di prassi nelle sperimentazioni farmacologiche), ma i risultati sono stati considerati tanto promettenti da essere presentati in una specifica sezione del congresso annuale dell’American Association for Cancer Research (AACR), dedicato proprio alle novità esordienti nel campo della ricerca oncologica. I casi di melanoma sono in aumento e in Italia nell’ultimo decennio sono persino raddoppiati, passando da 7mila a 14mila. Oggi il terzo tipo di cancro più comune sotto i 50 anni e gli studi scientifici più recenti hanno messo in evidenza che, nei malati con metastasi, si ottengo risultati migliori con i mix di farmaci immunoterapici. Lo studio NIBIT-M4 apre una nuova strada al trattamento immunoterapico del cancro – spiega il presidente della Fondazione NIBIT- Network Italiano per la Bioterapia dei Tumori Michele Maio, direttore del Centro di Immuno-Oncologia (CIO) dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Senese -. I risultati preliminari di questo trial, disegnato per valutare per la prima volta la combinazione di un farmaco epigenetico e di un farmaco immunoterapico, sono completamente frutto della ricerca italiana. E, sebbene i risultati non siano definitivi, sono stati scelti per essere presentati fra le novit di maggior rilievo in un prestigioso meeting come l’AACR .

Lo studio NIBIT-M4, di fase 1b, ha arruolato 19 pazienti con melanoma metastatico con l’obiettivo di valutare la combinazione, in sequenza fra loro, di un farmaco epigenetico di seconda generazione, la guadecitabina, che agisce sul DNA delle cellule tumorali inducendovi modificazioni chimiche, con l’anticorpo anti-CTLA4 ipilimumab. Questo studio si basa sull’idea di utilizzare insieme un farmaco epigenetico, capace di modificare le caratteristiche immunologiche del tumore e dell’ambiente in cui vive per renderlo pi visibile alle difese immunitarie, e un anticorpo immunomodulante che attiva il sistema immunitario in modo che sia maggiormente reattivo a riconoscere le cellule tumorali modificate. In pratica una strategia innovativa, che punta a far “abbassare la guardia” al tumore, rendendo in questo modo pi efficace l’attività dell’immunoterapia e, conseguentemente, del sistema immunitario, nel far regredire il tumore. I dati iniziali dimostrano che questa strategia funziona . Ed importante anche per gli scenari futuri: immaginare che noi possiamo massimizzare l’efficacia dei farmaci immunoterapici di nuova generazione, ma anche di quelli già a nostra disposizione, cambiando le caratteristiche del tumore e del micro-ambiente in cui vive, apre nuove prospettive di trattamento, anche per quei pazienti che ad oggi non sono responsivi all’immunoterapia .

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