Un primario di fede cattolica di un ospedale cattolico non può essere licenziato per il semplice motivo che ha divorziato e si è risposato. E’ quanto conclude l’avvocato generale della Corte di Giustizia Ue Melchior Wathelet, suggerendo una possibile soluzione ad una causa originata dalla vicenda di un primario di Medicina interna di un ospedale cattolico di Duesseldorf, in Germania. Il medico aveva fatto il primario dal 2002 al 2009 nella struttura, gestita da un ente a responsabilità limitata sottoposto alla sorveglianza dell’arcivescovo di Colonia: quando l’ospedale ha saputo che l’uomo aveva divorziato e si era risposato civilmente, senza aver ottenuto l’annullamento del primo matrimonio, celebrato con rito cattolico, lo ha licenziato in tronco. Secondo l’avvocato generale, l’obbligo per un primario cattolico di rispettare la “sacralità e l’indissolubilità” del matrimonio secondo la concezione della Chiesa cattolica non costituisce un vero e proprio requisito per lo svolgimento dell’attività lavorativa, né tanto meno un requisito essenziale e giustificato per lo svolgimento dell’attività lavorativa.

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