Tatuaggi? Sì ma piccoli e discreti, mascherabili agevolmente dal camice bianco o da un orologio, oppure su parti del corpo coperte dagli abiti. “Anche i medici italiani ormai a volte optano per un tatuaggio, ma lo scelgono piccolo, poco invadente, spesso stilizzato e non aggressivo, cosa che indica una consapevolezza dei proprio ruolo, a contatto con il pubblico”, spiega all’Adnkronos Salute Alessandro Conte, coordinatore di ‘Dottoremaeveroche’, il portale anti-fake news della Fnomceo (Federazione nazionale degli Ordini dei medici), commentando lo studio Usa secondo il quale i pazienti non diffidano più dei dottori con tatuaggi o piercing.

“Conosco colleghi – racconta – che hanno scelto un tattoo come il simbolo dell’infinito, o un gatto stilizzato. Comunque si tratta di immagini discrete, che possono essere facilmente coperte. Certo dallo studio americano è emerso un risultato sorprendente, sembra che i pregiudizi sui tatuaggi stiano scomparendo, mentre” i disegni sulla pelle “si diffondono: la novità adesso è trovare una persona non tatuata. Ma bisogna tener presente il fatto che, come medici, abbiamo a che fare anche con varie tipologie di pazienti, persone anche anziane”, che possono non apprezzare. “Sarebbe interessante comunque fare una ricerca di questo tipo anche al di fuori dal pronto soccorso, dove forse le priorità dei pazienti sono diverse”. Si rischia la vita, e forse anche per questo si fa meno caso al tatuaggio del dottore.

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