“E’ giusto dire che l’Italia deve farsi sentire in Europa, ma chiediamo ai politici maggiore cautela e responsabilità nelle dichiarazioni, perché le parole possono essere armi taglienti e le vittime rischiano di essere i bambini stranieri che frequentano le scuole e i professionisti stranieri che lavorano tutti i giorni qui in questo Paese”. E’ il messaggio che Foad Aodi, presidente dell’Associazione medici di origine straniera in Italia (Amsi) e consigliere dell’Ordine dei medici di Roma, rivolge al vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini, evidenziando gli ‘effetti collaterali’ che, a suo dire, il decreto sicurezza sta già producendo.

Aodi segnala infatti che “da quando è stato firmato il decreto lo sportello Amsi ha registrato un aumento del 35% delle segnalazioni da parte di stranieri riguardanti episodi di discriminazione in ambito sanitario (sia nei confronti di medici e professionisti sanitari, che di pazienti per esempio nei pronto soccorso) e nell’ambito del lavoro e dei trasporti. Aumentano anche le segnalazioni su Facebook e social network. Questa situazione – sottolinea  – ci preoccupa perché dal 2000, da quando cioè ci occupiamo di questi temi, non si era mai respirata un’aria simile. Sono in Italia dal 1983 e non era mai successo. Preoccupano anche le segnalazioni che riguardano i bambini stranieri a scuola”.

Aodi tiene a puntualizzare: “Noi crediamo in una politica che dia la legittima sicurezza a tutti, italiani e stranieri, ma che faccia anche politiche dell’integrazione. Diciamo no a medici e presidi ‘spie’ e no all’integrazione fai da te. Il ringraziamento più grande va alla Fnomceo (Federazione nazionale degli Ordini dei medici) e al suo presidente Filippo Anelli per aver fatto sentire la propria voce a sostegno del dovere di curare chiunque abbia bisogno, senza guardare al permesso di soggiorno. I camici bianchi devono scendere in campo per tutelare il diritto alla salute e contrastare eventuali effetti del decreto sicurezza”. 

Aodi ringrazia anche “la politica che fa il suo dovere. Ritengo si debba essere più responsabili contro l’ondata di paura e insicurezza che sta attraversando la società italiana, come mai si era visto. Da medici siamo preoccupati per il diritto alla salute e per le richieste di aiuto e di informazioni che riceviamo in questi giorni. Chi ci contatta chiede se con il permesso di soggiorno in scadenza sia a rischio anche l’assistenza sanitaria. Noi – ribadisce il presidente di Amsi – vogliamo difendere la legalità e combattere ogni forma di illegalità, ma vogliamo che si difenda anche il diritto alla salute e che non si alimenti la fobia sugli immigrati, falsamente accusati di portare malattie”.

Un medico, ragiona, “guarda alla malattia, non ai sintomi. E il decreto sicurezza è il sintomo di una patologia in fase grave. Ci sono persone che fuggono dai Paesi d’origine non per godersi la vita qua in Italia, ma per problemi più forti di loro”, incalza Aodi che vede positivamente le posizioni espresse dal vicepremier Luigi Di Maio e dal presidente della Camera Roberto Fico. “Speriamo che il Movimento 5 Stelle faccia un gesto di orgoglio a favore dei diritti umani”, auspica.

Quanto al tema dell’immigrazione Aodi avverte: è più complesso di quanto si pensi. “Sono stato chiamato da alcuni medici siriani che mi hanno segnalato che due giorni fa sono tornati in Siria mille rifugiati dai confini del Libano. Altri 2 mila sono tornati dalla Giordania, sia donne che bambini. Dal 18 luglio circa 8.500 persone hanno fatto rientro nel loro Paese”.

Questo, dice, “è un segnale che si sta invertendo la tendenza e che nessuno è contento di lasciare la propria famiglia e la propria casa. Ma nessun media europeo ne parla. E’ un trend che ci dà fiducia sul fatto che tra qualche anno si possa ridurre questo cimitero nel mare e non si veda più questo blocco delle navi. Riteniamo necessario intensificare gli accordi bilaterali per aiutare davvero queste persone nei loro Paesi d’origine. L’Italia lavori per questo. Noi crediamo nella buona immigrazione e nella buona sanità internazionale e abbiamo presentato due progetti al governo. Nessuno pensa che l’Italia sia razzista nonostante alcune proposte che hanno questo ‘odore’. Siamo tutti esseri umani, gli immigrati sono esseri umani, e chiediamo si trasformi il decreto sicurezza in politica sulla sicurezza e l’integrazione. Aspettiamo ora un parere ufficiale della Consulta su cosa è costituzionale e cosa no”.

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