Preservare la fertilita’ delle donne transgender, permettendo loro di congelare i propri ovociti, prima che si sottopongano alle terapie di riassegnazione del sesso: e’ questa la raccomandazione che arriva dalla British Fertility Society, la Societa’ britannica di fertilita’, che presenta oggi a Liverpool le sue nuove linee guida. Il documento e’ incentrato nel preservare la fertilita’ futura delle pazienti affette da cancro, malattie genetiche o congenite che portano all’infertilita’ e delle donne affette da disforia di genere. “Per queste ultime, i trattamenti ormonali e la chirurgia necessari a cambiare sesso possono ridurre o minare del tutto la fertilita’”, si legge nel documento. “Congelare ovociti, embrioni o tessuto ovarico sono delle possibilita’ che gli vanno offerte, in modo che possano avere un figlio biologicamente loro, attraverso la gravidanza o maternita’ surrogata”.

Nel caso delle donne transgender, la loro infertilita’ e’ causata dalle terapie mediche che ricevono, allo stesso modo delle donne che si curano per il cancro”. Tra le altre strategie per preservare la fertilita’ ci sono altre strade promettenti che si stanno provando, come il congelamento di una parte dell’ovaio, che puo’ essere successivamente ritrapiantato nel corpo (indicato soprattutto per le pazienti che ancora non hanno raggiunto la puberta’) o la trasposizione delle ovaie, cioe’ il loro spostamento in un’altra area del corpo.