Mario Caiazzo

Oltre ai rapporti con il clinico Giorgio Maria Calori, dalle indagini effettuate da magistratura e investigatori «sono emerse cointeressenze economiche occulte» – evidenziano gli inquirenti – tra l’imprenditore Tommaso Brenicci ed altri due medici, operanti presso l’istituto ortopedico Galeazzi di Milano. Si tratta di Carlo Luca Romanò e di Lorenzo Drago.

L’istituto Galeazzi di Milano

Entrambi sono stati coinvolti nell’inchiesta sulle presunte tangenti nella sanità milanese e sono finiti ai domiciliari. La ricerca è stata effettuata tramite consultazioni all’Anagrafe Tributaria e si è arrivati alla 4I Srl, azienda riconducibile a Brenicci e della quale sia Romanò che Drago risultano soci.

I due, scrivono i magistrati, erano stati attenti a «schermare» la loro partecipazione tramite soggetti diversi da loro (nel caso le rispettive consorti).

Risulta infatti che la moglie di Romanò – durante il periodo delle indagini – risultava rivestire la carica di vicepresidente del Cda della 4I Srl e di detenere il 90% delle quote della Best Patient Life Srl (a sua volta proprietaria al 25% della 4I Srl). «La moglie di Drago rivestiva la carica di consigliere della 4I Srl. Mentre il 100% delle quote della Flames Srl (a sua volta proprietaria al 25% della 4I Srl) fanno invece capo a una società fiduciaria rivelatasi riconducibile allo stesso Drago», annotano i magistrati nel faldone dell’ordinanza.

Una sorta di «scatole cinesi» attraverso la tecnica proprio della schermatura, che però, non ha impedito agli inquirenti di giungere a Romanò e a Drago, collegandoli alla 4I Srl.

«Al di là delle risultanze camerali – scrivono i magistrati -, attraverso le intercettazioni telefoniche, sono emerse granitiche conferme circa la piena riconducibilità a Romanò e a Drago, delle due prefate società (Best Patient Life Srl e Flames Srl), concepite per mascherarne la titolarità fisica e sfruttate per coltivare artatamente i loro interessi economici insieme a Brenicci, principale ideatore e collettore del sistema pseudo imprenditoriale».