L’evoluzione delle cure mediche è caratterizzata da un ruolo crescente della tecnologia e parallelamente dall’applicazione di leggi e norme sempre più complesse e farraginose (consensi informati e legge sulla privacy incluse). In parallelo tramonta il tradizionale rapporto fiduciario tra utenti e professionisti della salute. Il crescente bisogno di valorizzare gli aspetti umanistici e sociali della medicina in una rinnovata visione etica, richiede un intervento sulla formazione che idealmente andrebbe introdotto nelle fasi iniziali, quando si creano le basi della educazione personale e professionale dei futuri professionisti. La Scuola di Medicina e Chirurgia e Società Italiana di Pedagogia Medica sono impegnate a delineare nuovi percorsi che riportino la cura ad una visione globale, rispettosa dei ruoli e dei bisogni, che coniughi il rigore scientifico con gli aspetti umani di comprensione e tolleranza. “Le Medical Humanities nella formazione in Medicina” è l’incontro che si è tenuto oggi presso l’Aula Magna “Gaetano Salvatore” della Scuola di Medicina e Chirurgia dell’Università di Napoli Federico II. L’incontro, moderato da Cesare Formisano e Raffaele Iorio, ha visto la partecipazione di Luigi Califano, Vincenzo Viggiani e cesare Gagliardi per una “introduzione ai lavori”. A seguire La presentazione della Scuola di Specializzazione in Pediatria a cura di Alfredo Guarino; il progetto Medicina Narrativa in Pediatria presentato da Grazia Isabella Continisio; il progetto “Arteteca” di Stefano Luciani, e la lectio magistralis sulla formazione medica tra Medicina basata su prove di efficacia e le Scienze Umane applicate alla Medicina tenuta da Arno K. Kumagai e presentata da Maura Striano. Un diverso approccio alla relazione tra medico e paziente, fondato su comunicazione ed empatia, e supportato da un’ampia varietà di testimonianze letterarie e artistiche che mostrano come lo sviluppo del sé nel tempo conosca varie fasi e sia il frutto di un’incessante ricerca. Ecco che il benessere e la cura dell’altro risultano inscindibili da uno sguardo più profondo e autentico alla dinamica e mutevole natura del cuore umano.

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