Scoperto giro di presunte tangenti in ambito sanitario

Mario Caiazzo

Un’azienda «solo per il Pascale», dopo che ad aprile del 2014, nell’ambito di un procedimento per l’acquisto di altro dispositivo medicale (innescato sempre da Francesco Izzo) alla Gi.Med., viene finalmente richiesto (alla citata società) di produrre la dichiarazione sostitutiva relativa ai familiari conviventi dei soci.

L’Istituto Pascale

Si tratta della procedura per impedire che si registrino circostanze di conflitto di interessi. Va da sé, che essendo riconducibile la Gi.Med. a Giulia Di Capua, moglie del dottor Francesco Izzo, c’è bisogno di correggere il tiro. E allora, come annotano gli inquirenti, la «soluzione alternativa per superare l’ostacolo» è rappresentata da un’altra società. «L’undici settembre del 2014, Sergio Mariani (già socio di minoranza della Gi.Med.) costituisce la GDC Medicali Srl, il cui oggetto sociale è, in sintesi, il commercio all’ingrosso e al dettaglio, nonché il noleggio ad aziende ospedaliere pubbliche e private, di prodotti medicali ed ortopedici », scrivono i magistrati nel faldone dell’ordinanza.

Le indagini si sono avvalse anche di attività di intercettazioni telefoniche

La sede legale viene fissata allo stesso indirizzo di quella della Gi.Med. e in verità, nella scelta del nome, non si usa nemmeno troppa fantasia; l’acronimo GDC sta infatti – è palese – per Giulia Di Capua. Per gli inquirenti, dunque, la società in questione altro non è che la continuazione della Gi.Med. Che la nuova azienda sia riconducibile ancora alla moglie del primario del Pascale, emerge non solo dagli atti acquisiti presso l’ospedale (relativi alle 2 suddette società) ma anche da una serie di intercettazioni.

La Procura di Napoli

Significativa la conversazione captata dagli investigatori, durante la quale, una familiare di Di Capua si complimenta con quest’ultima: «Hai fatto una cosa che nessuno ci avrebbe pensato, una società solo per il Pascale».