Nuove terapie in vista per le Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali (MICI o, secondo l`acronimo inglese, IBD, Inflammatory Bowel Disease), ossia la Colite Ulcerosa e la Malattia di Crohn. In particolare, recentemente è stato registrato anche in Italia un farmaco anche per la malattia di Crohn che ha un nuovo target terapeutico, in quanto agisce più a monte del processo infiammatorio responsabile della malattia, garantendo un esito di remissione della patologia in due anni nel 75% dei casi.

Se ne parlerà lunedì 12 e martedì 13 novembre presso l’Università di Milano in occasione di un Congresso di gastroenterologia sul tema. Verranno seguiti due percorsi: anzitutto, l`approccio generale della gastroenterologia, dall`impatto dello screening del carcinoma colo-rettale in Regione Lombardia all`approccio diagnostico e terapeutico della NASH, al peso delle patologie gastrointestinali nella sanità europea. Il secondo filone sarà focalizzato sulle Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali e sulle manifestazioni extra-intestinali sistemiche e di altri apparati.

“L`ampliarsi delle opzioni terapeutiche espone potenzialmente i pazienti ai rischi legati all`immunosoppressione – spiega Maurizio Vecchi, Direttore di Unità Operativa Complessa al Policlinico di Milano e della Scuola di Specializzazione in Malattie dell`Apparato Digerente dell`Università di Milano – pertanto, la moderna gestione delle malattie si deve basare sull`impiego di team multidisciplinari, capaci di affrontare le molteplici necessità del paziente. Il Congresso sarà appunto focalizzato su questi aspetti e sulle maggiori novità in campo diagnostico e terapeutico”.

“La ricerca è in continuo divenire – aggiunge – l`innovazione è legata alla potenzialità della manipolazione della flora batterica, il cosiddetto microbiota (batteri presenti nell`intestino), e all`uso delle stem cell (cellule staminali), che permettono di riparare i tessuti che sono lesionati dall`infiammazione e dalle ulcere. Sono progetti ancora in fase sperimentale, ma alcune di queste cellule arriveranno in commercio tra non molto. In breve, ciò significa che stiamo passando dalle terapie biologiche alla manipolazione di cellule batteriche, flora batterica o cellule umane per riequilibrare lo stato infiammatorio”.

La percentuale di pazienti che vengono trattati con farmaci biologici si attesta tra il 10 e il 20% del totale, una cifra inferiore a quella osservata in altri Paesi europei. I farmaci biologici riescono ad ottenere una buona risposta terapeutica in una percentuale variabile tra il 50 e il 70 per cento: numeri elevati se si considera che i pazienti trattati sono refrattari alle altre terapie. Le stem cell per la cura delle fistole perianali hanno ottenuto la registrazione in alcuni paesi europei, ma non in Italia, dove le prove della loro efficacia non sono state considerate ancora sufficienti. Le terapie con trapianto fecale sono in fase di sperimentazione, sino ad adesso con risultati non omogenei.

“L’entrata in commercio di queste nuove terapie dipenderà da due fattori principali: il raggiungimento di un’evidenza di efficacia sufficiente e il calcolo dei tempi necessari a svolgere gli studi adatti a queste dimostrazioni” spiega ancora il professor Vecchi.

Colite ulcerosa e Malattia di Crohn, compaiono frequentemente tra i 20 e i 30 anni, impattando in maniera significativa sulla qualità di vita dei soggetti affetti. In Italia si stima che siano affette da colite ulcerosa o malattia di Crohn tra le 200 e le 250mila persone; in Europa i dati ufficiali ci dicono che ne soffrono oltre due milioni. I dati più recenti sulle esenzioni mostrano che probabilmente in Lombardia ci sono circa 40mila pazienti affetti da colite ulcerosa e/o malattia di Crohn.

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