Giovedi’ prossimo si terra’ in Corte d’Appello a Venezia l’udienza decisiva per stabilire il risarcimento che verra’ riconosciuto a Eleonora Gavazzeni, la bambina di nove anni nata tetraplegica e con gravi danni neurologica per una serie di negligenze durante il parto. Per la famiglia Gazzaveni e per l’avvocato che li assiste, Mario Cicchetti, Eleonora ha diritto a 30 milioni di euro, la somma piu’ alta mai richiesta in Italia. “La bimba e’ a tutti gli effetti un vegetale, ha bisogno di assistenza 24 ore su 24 e ha dolori atroci con l’aggravante che non puo’ esprimersi”, ha spiegato l’avvocato all’Agi. “Negli anni ha subito gia’ una ventina di interventi al cervello, ai polsi, alle ginocchia, piedi, braccia. E’ in continuo stato di tensione muscolare. E cosi’, i dottori sono costretti ad aprire, tagliare i tendini e richiudere per alleviare un po’ il dolore”, ha continuato. “Siamo molto arrabbiati come genitori perche’ vorremmo regalarle una vita piu’ degna possibile, ma fino ad oggi ci e’ stato impedito”, ha spiegato al Corriere della Sera Davide, il papa’ di Eleonora che ha stimato il costo complessivo delle terapie e delle cure farmaceutiche in 5 mila euro al mese. “Nessuna somma ci ripagherebbe del danno subito, ma permetterebbe a nostra figlia di vivere e di essere curata degnamente soprattutto quando non ci saremo piu'”, ha affermato la mamma Benedetta Carminati. L’accusa della famiglia Gavazzeni e’ che la decisione di Paola Cisotto e Cristina Dibello di ritardare il parto cesareo abbia provocato nella bimba gravissimi danni cerebrali che l’hanno resa totalmente invalida. In quelle ore fatali di tracciati allarmanti, induzioni al parto naturale, la bimba resta 4 ore in asfissia totale. Eleonora nasce poco dopo la mezzanotte con una diagnosi choc: tetraplegia spastica.

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