Mario Caiazzo

Parte il conto alla rovescia per le ore più difficili dell’anno negli gli ospedali partenopei. Il timore è quello che si verifichino incidenti dovuti all’esplosione di botti che tanti danni arrecano nella notte a cavallo tra San Silvestro e il primo giorno di gennaio a Napoli e in provincia. I dati relativi ai feriti sono in calo. All’alba del 2017 se ne contarono 46 nel Napoletano, rispetto ai 51 del 2016. Ma per non farsi trovare impreparati, i reparti di Chirurgia ed Ortopedia, che saranno i più sollecitati a causa del preoccupante fenomeno, almeno al Loreto Mare saranno forniti del personale adeguato. Merito, va detto, soprattutto dei camici bianchi che abituati a turni massacranti ormai da mesi, non si sono certo tirati indietro in un momento di difficoltà.

Situazione di emergenza per la ristrettezza del personale – appena 9 medici, di cui solo 7 sottoposti a turnazione – era stata registrata presso il drappello di Ortopedia fino alle scorse settimane.

Poi alcuni accorgimenti, quali il blocco dei ricoveri (diminuiti del 40%) e il nuovo sacrificio chiesto ai camici bianchi, ha permesso all’ospedale di via Amerigo Vespucci di farsi trovare in «assetto di guerra» per sostenere ore che si prevedono davvero difficili. Ci sarà da fare i conti non solo con i feriti da botti di Capodanno, ma anche da quelli causati da incidenti automobilistici. Naturalmente si tratta di previsioni dettate da quanto avvenuto negli anni precedenti e la speranza è che nessuno riporti danni fisici. Comunque la situazione al Pronto soccorso del Loreto Mare è già sotto controllo con il rafforzamento dell’organico deciso per la fine del 2017. La discussione sui problemi relativi al futuro del nosocomio partenopeo saranno rimandati all’anno che si appresta a venire.