“Noi abbiamo avuto una crisi del ceto medio in questa lunghissima crisi economica italiana. Non a caso 10 anni fa il 74% della popolazione si riteneva ceto medio, oggi il 34%. Credo ci sia la necessita’ di una serie di misure che risollevino il ceto medio e ridiano potere d’acquisto alle famiglie ed ai pensionati. Questo e’ nel mio programma elettorale, in continuita’ con l’azione di governo, dopo la recessione e dopo la crisi, ora bisogna gestire una fase di sviluppo”. E’ quanto dichiara il ministro della Salute e leader di Civica Popolare, Beatrice Lorenzin, a Unomattina, su Rai1. “Per la sanita’ pero’ bisogna essere molto chiari. Io mi sono battuta in questi 5 anni perche’ non ci fossero piu’ tagli lineari. Per ogni legge di bilancio ho dovuto affrontare difficolta’ enormi per avere anche solo 100 milioni di euro in piu’. Deve essere chiaro a tutti, e lo dico anche ai miei alleati di governo – visto che in questa campagna si fanno promesse che valgono centinaia di miliardi – al sistema sanitario nazionale bastano 5 miliardi di euro in piu’ in cinque anni. Un miliardo in piu’ rispetto alle previsioni Def ogni anno per avere un SSN che funziona come un orologio”, aggiunge. “Sono pochi soldi, una priorita’ per garantire un SSN universalistico e l’accesso alle cure di tutti. Bisogna poi pero’ avere il coraggio di ritornare nel rapporto tra Stato e Regioni, che e’ un rapporto ancora ambiguo dal punto di vista della salute. Penso alle liste d’attesa, che sono un tema di organizzazione regionale. Lo Stato puo’ fare quasi nulla. Da questo punto di vista il controllo e le linee di organizzazione devono ritornare in mano all’organizzazione centrale”, conclude Lorenzin. 
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