“I risparmi degli italiani corrono veloci verso il baratro per colpa dei diktat inaccettabili rivolti al Presidente della Repubblica con toni intimidatori che non ne rispettano le prerogative costituzionali ne il suo ruolo di garante della tenuta democratica del Paese. Tutta la nostra solidarietà al Presidente Mattarella, siamo dalla sua parte senza se e senza ma”. Lo scrive su Facebook Beatrice Lorenzin, ministro della Salute uscente.

“Non esitiamo – aggiunge – a puntare il dito contro chi irresponsabilmente sta riportando l`Italia in una drammatica crisi economica da cui si era usciti chiedendo non pochi sacrifici agli italiani. Il nostro debito pubblico è detenuto per oltre un terzo da fondi esteri e istituzioni come la BCE che, investendo sull`Italia e acquistando i nostri btp, hanno impedito il fallimento economico del nostro Paese, che ha il terzo debito più alto al mondo. Come scritto nella nostra Costituzione, l`Italia è un Paese sovrano ma è bene cominciare a spiegare bene agli italiani che sovrano non significa isolato e fuori dal mondo, potremo veramente definirci tale solo quando non avremo più debito in questa misura verso altri che ogni giorno comprano sul mercato mondiale i nostri titoli. La strada per ridurre il nostro debito è ancora lunga e non esistono scorciatoie. Fallito il tentativo del Governo giallo-verde, se non riuscirà a nascere un Governo che avrà la fiducia del Parlamento, bene tornare al voto ma è altrettanto bene spiegare agli italiani che non esistono libri dei sogni e che alle prossime elezioni se le uniche due forze in grado di fare un Governo saranno ancora Lega e 5Stelle e se non muteranno le loro posizioni europee di politica economica, teorizzando cancellazione del debito o uscita dall`euro, allora drammaticamente per l`Italia la troika sarà più vicina e nessuno potrà più evitarla. Confido in una presa di consapevolezza della comunità italiana e delle sue istituzioni rispetto agli irreversibili rischi che stiamo correndo riportando le lancette del tempo ad una situazione ben più grave di quella che si configurò nel 2011”, conclude la Lorenzin.

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