“Studiare incentivi fiscali per chi svolge la pratica sportiva e, soprattutto, aumentare le ore di educazione fisica nelle scuole, affinche’ questa materia non sia piu’ una cenerentola ma un volano decisivo per rendere la nostra societa’ piu’ attiva e in buona salute”. Lo afferma su Facebook il ministro della Salute e leader di Civica Popolare, Beatrice Lorenzin, commentando i dati dell’Organizzazione mondiale della sanita’ (Oms) sull’inattivita’ fisica degli adolescenti e annunciando che tali azioni saranno tra “gli impegni che intendo portare avanti e su cui mi battero’ nella prossima legislatura”. “L’alert dell’Organizzazione mondiale della Sanita’ che sottolinea come l’inattivita’ fisica e’ un fattore chiave per lo sviluppo di patologie cardiovascolari, diabete e cancro – rileva il ministro – non e’ assolutamente da sottovalutare”. Nonostante i “tanti benefici di salute collegati al regolare svolgimento di attivita’ fisica, secondo i dati del sistema PASSI 2017 – ricorda – piu’ del 32% degli italiani e’ da considerare sedentario”.Gli stili di vita, soprattutto nei giovani, avverte Lorenzin, “sono cambiati: ci si muove sempre di meno ed e’ praticamente scomparsa l’attivita’ fisica all’aperto. La promozione dello sport e del movimento, oltre a rappresentare un investimento per la prevenzione delle malattie croniche e per il miglioramento della salute, ha effetti positivi sulla societa’ e sull’economia. L’inattivita’ fisica, infatti, incide anche sui costi diretti e indiretti dell’assistenza sanitaria dovuti al negativo impatto sulla produttivita’ e sugli anni di vita in buona salute persi”. Recentemente, ricorda, “insieme a Coni e Istituto superiore di Sanita’ abbiamo lanciato una campagna Movimento e’ salute?a tutte le eta’ per sensibilizzare la popolazione sui benefici di salute che comporta lo svolgimento di uno sport. Inoltre, come gia’ sottoscritto nell’ Urban Health Rome Declaration firmata con l’Anci, e’ fondamentale ampliare e migliorare l’accesso alle pratiche sportive e motorie nelle citta’, favorendo lo sviluppo psicofisico dei giovani e l’invecchiamento attivo”. Ma “bisogna andare oltre – conclude – a partire dallo studiare incentivi fiscali per chi svolge sport”.

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