“Nei prossimi anni ci sara’ un fondo pubblico per la ricerca per finanziare anche quelle linee che non vengono viste come opportunita’ di business per gli investitori, penso ai vaccini e agli antibiotici, ma che sono fondamentali per la salute pubblica”. E’ quanto ha detto il ministro della Salute Beatrice Lorenzin nel corso del convegno “Dentro la ricerca: la persona prima di tutto”, promosso a Roma dalla Societa’ scientifica di medicina interna Fadoi (la Federazione delle associazioni dei dirigenti ospedalieri internisti). Nel corso dell’evento si e’ concentrata l’attenzione proprio sulla ricerca: sebbene abbiano una firma italiana la prima terapia genica e il primo farmaco a base di cellule staminali approvati per entrare in commercio in Europa, c’e’ uno squilibrio tra i fondi che l’Italia fornisce al programma Horizon 2020 e quelli che poi ottiene. Per Andrea Fontanella, presidente nazionale Fadoi, “i risultati dei vari Paesi indicano che piu’ gli investimenti in ricerca e sviluppo si avvicinano al target del 3% del Pil e maggiore e’ il livello di performance in Horizon 2020”. I medici fanno presente come la salute, “fatta eccezione per la battaglia sui vaccini, non ha trovato molto spazio nei programmi dei partiti e movimenti politici. Gli economisti avvertono che il sistema di ricerca italiano e’ in uno stato precario”. Al convegno e’ intervenuto anche il neo eletto senatore della Lega, Armando Siri. “Noi siamo a favore del ripristino del Ministero della Ricerca. E’ necessaria una figura che possa coordinare e far produrre al meglio tutte le attivita’ di ricerca svolte all’interno del servizio sanitario nazionale”, ha detto.
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