L’esercito di oncologi cinesi si triplica: ai circa 300 specialisti che dal 2017 già hanno condiviso il modello Pascale se ne aggiungono altri 500. Ricercatori, chirurghi, radioterapisti, clinici che a singoli gruppi approderanno a Napoli, dal prossimo dicembre e fino a tutto il 2022, grazie a un nuovo accordo siglato a Pechino lo scorso 27 agosto dal direttore della Radioterapia Paolo Muto, su delega del direttore generale dell’Irccs partenopeo, Attilio Bianchi e dalla direttrice del Temc (International emergency managemet society medical committee) Chen Ran.

Ma quali sono i termini della nuova joint venture? Diversi e su più fronti. Dal potenziamento della cooperazione internazionale in ambito medico, tramite programmi di educazione selettiva e condivisione di esperienze in ambito clinico, fino alla formazione e alla promozione della ricerca in management sanitario. Se il livello sanitario italiano resta ai primi posti nella scala mondiale di valutazione per efficienza di diagnosi e cure, il ruolo di compartecipazione dei camici bianchi della Cina serve ad implementare il bagaglio di conoscenza degli specialisti del più grande polo oncologico del Mezzogiorno. Entrambe le équipe continueranno, infatti, a confrontarsi su metodologie di lavoro e sulla condivisione di protocolli. Chiaramente l’interesse della partenership è quello di ospitare anche in Cina medici italiani che possono insegnare tecniche nuove e poter affrontare casi più selezionati con le moderne tecniche chirurgiche.

“La sostenibilità e la condivisione della conoscenza in oncologia – dice il direttore Attilio Bianchi – toccano i vari sistemi sanitari nazionali, indipendentemente dai modelli. L’internazionalizzazione del Pascale rappresenta uno degli assi portanti di questa visione. Siamo orgogliosi che un’organizzazione governativa cinese ci abbia individuato come sede di training per i suoi oncologi e il rinnovo di questo accordo premia il lavoro di oltre due anni, quando l’internazionalizzazione del nostro Istituto era soltanto un’idea. Oggi la caratura internazionale del Pascale è una realtà, riconosciuta a livello planetario. Ringrazio tutti i nostri operatori che, con la loro azione quotidiana, hanno agito in maniera che i cinesi decidessero di raddoppiare. Un grazie sentito a Paolo Muto. Lo scambio di relazioni fa crescere tutti, e ci aiuta ogni giorno ad offrire sempre migliori prestazioni ai nostri pazienti”.

Il modello Pascale ha destato grande interesse anche presso l’ambasciata italiana a Pechino con cui si è sottolineato l’interesse del Ministero della Salute a portare avanti questo tipo di collaborazione. Non si esclude, pertanto. che nel prossimo futuro ci saranno rapporti che verranno direttamente gestiti dal Ministero in tutti gli ospedali italiani e in questo sicuramente il Pascale potrà fare scuola.

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