Da otto giorni è agli arresti domiciliari nell’ambito di una inchiesta che mercoledì della scorsa settimana ha portato in totale a quattro misure di custodia cautelare e all’emissione di dodici misure interdittive. Ciro Verdoliva, general manager dell’ospedale Cardarelli che risponde di corruzione, nella giornata di ieri è comparso davanti ai giudici per l’interrogatorio di garanzia. Secondo quanto si è appreso, ha respinto gli addebiti nei suoi confronti, presentando documentazione a supporto della sua tesi difensiva.

Ciro Verdoliva
Ciro Verdoliva

L’accusa è relativa a dei lavori nell’abitazione privata di Verdoliva a Napoli; le opere, secondo quanto è stato ricostruito dalle indagini svolte, sarebbero state effettuate da operai che risultano essere dipendenti di una ditta che si era aggiudicata un appalto al Cardarelli. Dai documenti presentati da Verdoliva, però, si evincerebbe che quelle opere siano state pagate regolarmente. Sembra uno scherzo del destino, davvero strano il caso del general manager. Perché nelle prossime ore tornerà ad essere ascoltato in aula. Questa volta, però, per un altro procedimento che lo vede teste dell’accusa. Si tratta del processo istruito per far piena luce sull’alba di un altro nosocomio, l’Ospedale del Mare di Ponticelli, per il quale Verdoliva ricoprì l’incarico di commissario.

La vicenda è relativa al 2005 e questa mattina il dg è atteso dal confronto con gli imputati (12) che potranno rivolgergli delle domande.

La sua testimonianza in tale procedimento risulta essere focale. Tornando invece all’inchiesta nell’ambito della quale Verdoliva si trova ai domiciliari, è nata per far luce su una serie di appalti della Romeo finiti sotto la lente degli inquirenti.

L'imprenditore napoletano Alfredo Romeo
L’imprenditore napoletano Alfredo Romeo

Uno dei tre filoni dell’indagine riguarda proprio l’ospedale collinare. Ad essere arrestati insieme a Verdoliva, furono anche l’imprenditore Alfredo Romeo, un collaboratore di quest’ultimo Ivan Russo e Giovanni Annunziata, ex direttore generale dell’Ufficio Patrimonio del Comune di Napoli. Nelle scorse ore ad Annunziata è stata però revocata la misura dei domiciliari e dunque è stato scarcerato. La decisione è stata presa in virtù della consegna del certificato di pensione che ha fatto decadere l’ipotesi di inquinamento delle prove e di reiterazione del reato.