L’Italia, secondo le ultime analisi condotte dal Center disease analysis (Usa), si colloca tra i 12 Paesi incamminati positivamente verso il traguardo dell’eliminazione dell’infezione da Hcv: a patto di “scovare” coloro che non sanno di aver contratto l’infezione e mantenere quindi alto il numero dei trattamenti. Ciò dimostra che “la disponibilità di terapie efficaci e ben tollerate ha rivoluzionato l’approccio della cura dell’infezione dal virus dell’epatite C (Hcv)”, afferma, in una nota, l’Istituto superiore di sanità. In uno studio pubblicato sulla rivista Liver International, i ricercatori dell’Iss, capofila di Piter (Piattaforma italiana per lo studio delle terapie dell’epatite virale, coordinata da Iss, Aisf e Simit), in collaborazione con l’Aifa e con il Center for disease analysis, hanno disegnato differenti scenari per valutare le strategie più efficaci per raggiungere l’obiettivo dell’eliminazione dell’Hcv. Gli studiosi, guidati da Loreta Kondili, responsabile scientifico di Piter presso il Centro per la salute globale dell’Iss, diretto da Stefano Vella, hanno concluso che, per eradicare totalmente il virus, è fondamentale mantenere alto il numero delle persone in terapia e, per far questo, è necessario uno screening mirato su particolari gruppi della popolazione generale con maggiore probabilità di avere un’alta prevalenza, scovando così il ‘sommerso’, ovvero tutti coloro che non sanno di aver contratto l’infezione.

CONDIVIDI