Il 23% degli intervistati ha rinunciato almeno qualche volta ad acquistare farmaci.

Il caro farmaci non tiene conto della crisi: è quanto emerge da un’indagine commissionata da Banco Farmaceutico a Doxa Pharma e condotta su un campione rappresentativo di utenti. Secondo i dati rilevati un individuo su tre è stato costretto a rinunciare almeno una volta ad acquistare farmaci o ad accedere a visite, terapie o esami. Il 16% ha cumulato tutte le tipologie di rinuncia. Il 23% degli intervistati ha rinunciato almeno qualche volta ad acquistare farmaci. Rinuncia soprattutto chi ha un titolo di studio basso (40,85%), chi ha più figli (42,1%) e chi vive al Sud (50,6%). Rinunciano casalinghe (40,2%), pensionati (39,8%) e – più di tutti – i lavoratori atipici (51,2%). Chi ha rinunciato a farmaci in 4 casi su 10 ha dovuto ridurre in modo molto consistente anche visite, terapie ed esami. Più ampia (26%) la platea di chi ha rinunciato alme­no una volta a visite, esami o terapie. Poco meno della metà di questo sot­togruppo ha dovuto rinunciare tre o più volte alla cura nel corso dell’anno. Difficoltà anche tra gli utenticoperti dal Servizio Sanitario Nazionale: più del 10% degli intervistati ha rinunciato a visite ospedaliere o a esami del sangue, non potendosi permettere il ticket.«In una fase storica tanto complicata il Terzo Settore e il mondo della solidarietà hanno bisogno di strumenti e competenze sempre più affinati per poter assolvere alla propria vocazione – afferma Sergio Daniotti presidente della Fondazione Banco Farmaceutico onlus – Il nostro contributo è a disposizione delle istituzioni e costituisce per esse un elemento di sostegno – in termini di dati, analisi e previsioni – all’elaborazione delle politiche socio-sanitarie e degli strumenti necessari per soccorrere la popolazione più fragile»

“Il Rapporto ci conferma la necessità di compiere un ulteriore sforzo per sostenere quella straordinaria e complessa macchina che risponde al nome di Servizio Sanitario Nazionale – ha dichiarato Mario Melazzini, direttore Generale di Aifa – Sia all’interno che all’esterno del perimetro del Ssn, persistono sacche di cittadini italiani e stranieri che rinunciano alle cure o alle prestazioni mediche per ragioni che hanno a che fare con il proprio reddito. L’obiettivo delle istituzioni, e in questo Aifa è assolutamente in prima linea, è limitare l’impatto dei fattori socio-economici sullo stato di salute degli italiani».

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