Mario Caiazzo

Perfino il clan di Lauro era a conoscenza delle tangenti che i casalesi e alcuni clan di Napoli ricevevano dai titolari dell’American Laundry. A dichiararlo a marzo del 2002 è il «pentito» Gaetano Conte, considerato dagli inquirenti ex «picchiatore» dell’organizzazione di Ciruzzo ‘o milionario.

L’arresto del boss della camorra Paolo Di Lauro

«Seppi che già il gruppo di… omissis nonché il clan di Sant’Antimo avevano avanzato richieste estorsive al titolare dell’American Laundry ». Sulla base degli esiti delle dichiarazioni rese da numerosi collaboratori di giustizia e degli accertamenti della Squadra Mobile della Questura di Caserta, scrivono i magistrati nell’ordinanza eseguita nel 2013,  «non è mai stato in dubbio che gli emissari si presentassero come i referenti territoriali del gruppo casalese e, come tale, è stato immediatamente percepito dal titolare della ditta. A ciò si aggiunga che alcuni soggetti indagati, tra cui Antonio Cerullo (impiegato come guardia giurata) e Giosuè Fioretto risultavano, ed il secondo  risulta tuttora (naturalmente la circostanza è da riportare cronologicamente all’epoca dei fatti, nda), impiegati all’interno della azienda che gestisce il servizio di lavanderia in tutta la Campania a seguito dell’aggiudicazione della gara indetta dalla Regione qualche anno fa».

Secondo la tesi accusatoria, il dato non appare di poco conto «atteso che dall’interno gli affiliati al clan favorivano i rapporti tra la ditta e le organizzazioni, riducendo il rischio di denunce ed  assolvendo al ruolo fondamentale di raccordo e di mediazione.

Come appare agevole constatare da una sommaria lettura delle numerose dichiarazioni dei collaboratori di giustizia appartenenti a vari gruppi camorristi operanti nel territorio servito dalla ditta, il fenomeno estorsivo non solo si è protratto nel tempo ma interessa tutte i sodalizi che controllano i territori in cui insistono strutture ospedaliere, esercizi pubblici alberghi, cliniche private convenzionate ed altri edifici destinatari del servizio di lavanderia». Nell’ambito dell’inchiesta sono emersi anche l’avvicendamento tra i singoli protagonisti, le modalità utilizzate per avvicinare le vittime e bloccarne l’attività ricordando la regola camorrista del pagamento della somma per esercitare pacificamente l’attività imprenditoriale in un determinato territorio, quelle di riscossione ed infine la rateizzazione dei pagamenti secondo le tipiche scadenze di Ferragosto, Natale e Pasqua.