Mario Caiazzo

Che vi fossero imposizioni da parte dei clan per far assumere parenti e amici nelle ditte di pulizia che agiscono negli ospedali napoletani, è fatto ritenuto di consuetudine dagli inquirenti ed è vicenda supportata dalle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia. Ma nel momento in cui a fare da passamano per una tangente imposta alla American Laundry è un infermiere, allora le cose cambiano. Perché ci troviamo davanti a una persona che da una parte lavora presso la struttura sanitaria colpita dagli estorsori e dall’altra fiancheggia il clan.
Il pentito del clan dei Casalesi, Oreste Spagnuolo
Il pentito del clan dei Casalesi, Oreste Spagnuolo
Il particolare emerge nell’inchiesta sul pizzo all’American Laundry ed è stato svelato dal pentito Oreste Spagnuolo: «Sono a conoscenza… che all’interno di un ospedale di cui non sono in grado di fornire il nome ma comunque di Napoli, vi era un infermiere che aveva il compito di ritirare direttamente dall’American Laundry la somma di denaro da recapitare nelle mani di Giosuè Fioretto. Sono a conoscenza di tale circostanza perché me la riferì direttamente Giosuè Fioretto».  Le tangenti ammontavano, nel caso specifico dell’ospedale napoletano, a tremila euro, «sono a conoscenza – dichiara ancora Spagnuolo – che l’American Laundry sino alla data del mio arresto, 30 settembre 2008, ha sempre pagato la somma di denaro pari a 3.000 euro a titolo estorsivo al clan Bidognetti».

A riferire sulle estorsioni, che in parallelo con quelle all’American Laundry sarebbero state effettuate anche verso ditte che si occupavano della mensa in diversi ospedali napoletani, è il pentito Michelangelo Mazza.

«Il conferimento dell’incarico è stato effettuato (a un esattore del clan) intorno al 2003. Anzi, preciso altresì che in quel periodo ci si stava attivando per sottoporre ad estorsione anche le mense che rifornivano gli ospedali e posso dire, in merito, che senz’altro qualche episodio in tal senso si è sicuramente concluso».