Si parla spesso degli sprechi di denaro pubblico, accostando la problematica all’universo della sanità. A parte gli investimenti di per sé insufficienti effettuati dal governo centrale, c’è pure da sottolineare il fatto che molte volte la gestione dei fondi lascia molto a desiderare. Iniziamo con l’analizzare le cose più semplici che però potrebbero influire positivamente sul bilancio dei nosocomi napoletani, se soltanto venissero messe in campo manovre di gestione più oculate.

Se ad esempio, volendo fermare l’attenzione sulla tecnologia utilizzata dall’Asl Napoli 1 Centro, andiamo a guardare l’uso delle cosiddette ‘lastre’, ci renderemo conto di come si sprecano tempo e denaro.

A differenza di quasi tutte le altre aziende sanitarie in cui è in uso, l’Asl Napoli 1 Centro non possiede un sistema di trasmissione delle immagini radiografiche, modalità che viene riassunta con l’acronimo Pacs. Non ci vuole poi tanto a comprendere che nel momento in cui tale sistema venisse utilizzato anche presso i presidi partenopei, la cosa consentirebbe risparmio notevole in termini di tempo e pellicole e una maggiore risoluzione delle immagini. Il miglioramento ci sarebbe sia dal punto di vista del risparmio di denaro che sulla qualità del resoconto dell’indagine.
L'ospedale Cardarelli di Napoli
L’ospedale Cardarelli di Napoli
Ma oltre alla questione delle lastre c’è anche quella relativa all’unità di formulazione antibalistici o Ufa. In parole semplici è quella unità che consente di preparare le terapie oncologiche. Presso l’Asl Na1 non esiste ancora; è in convenzione onerosa (vale a dire dispendiosa) con il Cardarelli. Abbiamo fatto soltanto due esempi, quelli forse più semplici da fare per evidenziare che spesso andare a passo con i tempi e uniformarsi all’utilizzo delle nuove tecnologie, non solo può far ottenere performance migliori ma può contribuire al risparmio di fondi economici. La strada è lunga, ma non è impossibile raggiungere la meta.
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