L'ospedale Cardarelli di Napoli
L'ospedale Cardarelli di Napoli

Mario Caiazzo

Un vero e proprio esercito controllato dai clan. E’ quello dei parcheggiatori abusivi che presidiano gli ospedali di Napoli e provincia. Si tratta di circa 40 persone solo per i drappelli sanitari partenopei, ma il numero è stato calcolato in difetto e indica soltanto quei soggetti che sono costanti nel presidiare la zona di lavoro. Secondo stime delle forze dell’ordine, guadagnano in media quaranta euro al giorno, il resto delle entrate sono invece destinate alla tassa da versare alla cosca. Introiti di migliaia di euro ad ospedale che finiscono mensilmente nelle casse delle organizzazioni camorristiche. Se si sommano le entrate di tutti i clan per nosocomio presidiato, ci si trova davanti ad un giro illecito che frutta tra gli 80mila e i 100mila euro solo a Napoli. Perché, è bende ribadirlo, dietro ogni squadra di parcheggiatori c’è sempre il clan. Tra gli ospedali che maggiormente pagano dazio da questo punto di vista, c’è soprattutto il Cardarelli, ma altri presidi della zona collinare non sono immuni al problema. All’esterno del nosocomio del Rione Alto agiscono tre parcheggiatori alla volta, la richiesta è di due euro, ma per soste di diverse ore si arriva anche a pagarne quattro o cinque.

L’utente che non riesce a trovare posto nei parcheggi autorizzati e che deve comunque assistere un familiare, non ci pensa su due volte e spinto dalla necessità, sborsa quanto gli è imposto.

Sulla media dei due euro si attesta anche la tariffa all’esterno del Loreto Mare, prezzo meno alto invece se si vuole posteggiare nei pressi del San Giovanni Bosco: un euro e cinquanta centesimi soltanto. Nei confronti dei parcheggiatori abusivi vengono elevate perlopiù sanzioni amministrative, che seppur salatissime sono molto difficili se non impossibili da riscuotere. Quello che manca sono soprattutto i controlli da parte della Municipale, mentre l’unica arma a disposizione della polizia è rappresentata dal daspo urbano, una sorta di foglio di via che nelle intenzioni dovrebbe allontanare il parcheggiatore dalla zona di competenza, ma nei fatti è una misura quasi sempre snobbata.