In base agli effetti prodotti dal terremoto giudiziario che ha scosso il Cardarelli nelle scorse settimane, non bisogna, a questo punto, sottovalutare quanto alcuni giorni fa aveva affermato Severino Nappi, consigliere regionale azzurro. In una nota aveva sottolineato che la Commissione Trasparenza chiede di conoscere perché ogni mese alla Romeo, azienda aggiudicataria, il Cardarelli ritiene di versare 250.000 euro in più di quanto dovuto in base al contratto. Un’altra ombra sul nosocomio collinare (naturalmente il tutto è da chiarire nelle sedi opportune), che nelle scorse ore è stato investito dagli effetti di una indagine della magistratura.

Ciro Verdoliva
Ciro Verdoliva

L’inchiesta svolta in maniera congiunta dalla Dda di Napoli e dalla sezione Reati contro il patrimonio della procura partenopea, ha prodotto 16 indagati, a cui si contestano reati che vanno dalla corruzione alla frode. Dunque, Ciro Verdoliva, general manager del Cardarelli è stato raggiunto da una ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari. Insieme a lui è stato arrestato anche l’imprenditore Alfredo Romeo, già coinvolto nell’inchiesta Consip di Roma. Arresti domiciliari pure per Ivan Russo, collaboratore dell’imprenditore e Giovanni Annunziata, ex direttore generale dell’Ufficio Patrimonio del Comune di Napoli, scarcerato appena tre giorni fa. Altre 12 persone, risultano essere invece destinatarie di misure interdittive.

L'imprenditore napoletano Alfredo Romeo
L’imprenditore napoletano Alfredo Romeo

L’inchiesta riguarda tre diversi filoni di ipotesi corruttive, tutti relativi ad appalti che stando alla ricostruzione degli inquirenti sono riconducibili oltre che all’ospedale Cardarelli di Napoli (nel mirino è finito un appalto per le pulizie nel presidio sanitario), anche al Comune di Napoli e alla Soprintendenza per i beni culturali di Roma. Soffermandoci al filone che riguarda il Cardarelli, si tratta di una vera e propria tegola per la sanità partenopea che già deve fare i conti con una situazione difficile su diversi versanti. Ironia della sorte, il general manager del nosocomio del Rione Alto, quasi contestualmente al suo arresto, aveva attuato presso il presidio ospedaliero collinare una Unità di Crisi in seguito a straordinario afflusso di pazienti. Stando alle accuse rivolte nei confronti di Ciro Verdoliva, si ipotizzano per lui i reati di corruzione e abuso d’ufficio, il tutto, lo ribadiamo, relativo ad un appalto.

 

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