Mario Caiazzo

Almeno nelle intenzioni appaiono universi lontani, tanto che l’uno sembrerebbe escludere l’altro. Eppure i rapporti intercorsi tra sanità e camorra hanno spesso rappresentato la spina dorsale di inchieste della magistratura che hanno fatto tremare dalle fondamenta ospedali e Asl, svelando una rete estesa di connivenze e commistioni tra le cosche e chi gestisce presidi sanitari. Le famiglie, per l’occasione, si sono perfino confederate. Lo hanno fatto attraverso la creazione di un cartello, strutturato per la gestione degli interessi comuni e per la spartizione degli illeciti, così da non intaccare gli equilibri esistenti tra i clan. La camorra, tra le organizzazioni malavitose italiane, è forse quella che prima delle altre ha intuito la potenzialità del volume di denaro realizzabile inserendosi nell’affare della sanità pubblica. Del resto, proprio dalle nostre parti è stato registrato il caso (unico) di una Asl sciolta per infiltrazioni. Si parte dagli appalti e si comincia a dividere gli incarichi che verranno poi affidati tramite gare pilotate.

Un’aula di tribunale

Come amministratori delegati di aziende, i rappresentanti delle cosche si incontrano ai summit e si spartiscono i presidi sanitari in cui andranno a lavorare le proprie imprese di pulizia oppure le ditte a cui affideranno il servizio di lavanderia per lenzuola, federe e per il resto del «corredo» da rendere di nuovo «immacolato». Sono solo due degli esempi che potremmo fare circa le attività che, secondo le indagini delle forze dell’ordine e le inchieste della magistratura inquirente, sono state imposte e avviate in alcuni ospedali campani. Senza contare gli affidamenti della gestione di bar e tavole calde all’interno dei nosocomi o l’imposizione di un certo tipo di prodotto rispetto ad un altro.

La Questura di Napoli

La storia recente ci ha insegnato che sono diversi i clan che si sono specializzati in tale campo e che spesso conta la territorialità. Nella zona nord di Napoli, dove si trovano diversi ospedali, ci imbatteremo ad esempio nel predominio o nella prelazione su determinati affari, da parte di clan come quello dei Lo Russo di Miano o dei Caiazzo del Vomero.

(I puntata – continua)