Mario Caiazzo

E’ un’organizzazione estremamente rodata, quella che a partire dall’inizio del Duemila, «scopre» il business della sanità attraverso un’azienda da taglieggiare, la American Laundry. «Il ruolo di raccordo svolto dal clan dei casalesi – scrivono i giudici nell’ordinanza che a febbraio del 2013 porterà in carcere una dozzina di persone – e la presenza di alcuni affiliati al clan nella società aggiudicataria della gara a livello regionale per la gestione della lavanderia negli ospedali campani, ne ha rimarcato il coinvolgimento e reso quanto più profonda possibile la conoscenza dei meccanismi estorsivi e della provenienza delle richieste dalle diverse organizzazioni criminali.

Il boss dei Casalesi, Francesco Bidognetti 2

Da ciò il contributo determinante fornito dai collaboratori casalesi ed in particolare di quelli organici al clan Bidognetti nella ricostruzione dell’intera vicenda sin dalle prime battute, molto risalenti nel tempo». Il gruppo Bidognetti, secondo l’accusa, avrebbe agito con i Lepre del Cavone e i Misso della Sanità.

Il boss Giuseppe Misso
Il boss Giuseppe Misso

«Tra i diversi pentiti (all’epoca dei fatti) – scrivono i giudici – che hanno svelato il modus operandi del cartello e hanno contribuito a ricostruire le dinamiche criminali dell’affare illecito, si annoverano, tra gli altri, Giuseppe Gagliardi, Massimo Amatrudi, Luigi Tartarone e Oreste Spagnuolo, in quanto tutti organici al clan Bidognetti (gli ultimi due, in particolare, ne sono affiliati storici) e riconosciuti corresponsabili di diversi episodi criminali consumati quali reati fine del delitto associativo. Non può sottacersi l’estrema importanza criminale del collaboratore di giustizia Michelangelo Mazza, referente, per anni, del clan Misso imperante nel rione Sanità di Napoli. Dopo di lui, di significativa importanza sono altresì i collaboratori di giustizia Franco Albino, Anna Carrino, Gaetano Conte e Salvatore Torino».