Mario Caiazzo

Collegamenti tra clan quasi senza precedenti. Le cosche si erano buttate a capofitto sull’affare dell’American Laundry di Melito, pretendendo la tangente non solo dagli ospedali che si trovavano sul proprio territorio di competenza ma anche da alberghi, mense, ristoranti serviti dall’azienda di lavanderia industriale.

Clan dei casalesi, cosche del Napoletano e del centro città partenopeo, in un periodo che andrebbe dal 2000 fino a casi accertati nel 2008, avevano aggredito la ditta, riuscendo a fare entrare nelle casse delle organizzazioni malavitose introiti da capogiro ed evitando denunce da parte delle vittime.

«I fatti criminosi contestati – scrivono i magistrati nell’ordinanza del 2013 – appaiono caratterizzati dal metodo mafioso e dalla finalizzazione ad agevolare tanto l’organizzazione casalese operante nel territorio di Castel Volturno e della provincia di Caserta a cui, peraltro, partecipano con diversità di ruoli i soggetti indagati quanto il clan Lepre ed il clan Misso, organizzazioni napoletane che controllavano il territorio ove insistevano gli ospedali destinatari  del servizio di lavanderia della ditta American Laundry». E’ assodata la circostanza, sottolineano ancora i giudici, della metodologia mafiosa, «consistente nella presentazione presso una ditta e addirittura nel ricordare la regola camorristica della necessità di corrispondere le classiche somme di danaro in correlazione con l’esercizio di un’attività imprenditoriale sul territorio d’influenza».

La Procura di Napoli
La Procura di Napoli

L’indagine svolta dalla magistratura e dalle forze di polizia ha ricostruito nei minimi dettagli gli episodi estorsivi, anche se resta lo stupore, sottolineano gli inquirenti, circa il fatto che durante un periodo così prolungato non siano arrivate denunce da parte delle persone taglieggiate. Tutto ciò ha naturalmente agevolato i clan.