Mario Caiazzo

Nel corso dell’inchiesta sulle estorsioni all’American Laundry Ospedaliera, gli inquirenti inquadrano anche i servizi offerti dalla ditta e soprattutto il bacino di utenza a cui si rivolge.  «E’ una società per azioni – scrivono i magistrati nell’ordinanza eseguita nel 2013 – che ha assunto tale denominazione a far data dal 3 maggio 2000 a seguito di numerose variazioni societarie. Ha quale oggetto sociale numerosissime attività legate alla lavanderia, tintoria, sterilizzazione, stireria, servizio noleggio di biancheria, compresi articoli tessili, vestiario, maglieria ed ogni altro tipo di biancheria per enti ospedalieri ed altri servizi sanitari pubblici, mense e comunità anche scolastiche ed assistenziali di carattere pubblico e privato; inoltre ha ad oggetto attività di noleggio e lavaggio di capi di biancheria per enti dello Stato, strutture regionali, provinciali e municipalizzate».

La stessa azienda, fanno emergere ancora i dati raccolti dai magistrati, vanta, inoltre, un capitale sociale ed azionario di 561mila euro ed un numero di dipendenti oscillante tra i 409 ed i 442 (l’anno di riferimento è il 2010). Per la sola provincia di Napoli, la American Laundry serve all’epoca dei fatti di cui parliamo, oltre 100 strutture. Un volume di affari che ha sicuramente ingolosito le organizzazioni criminali, tanto è vero, che come dichiarato da alcuni collaboratori di giustizia, le estorsioni sarebbero iniziate tra il 2001 e il 2002.

Il boss del clan dei Casalesi Francesco Schiavone (Sandokan)

Ogni tranche mensile si aggirava in media sui 5mila euro per centro sanitario. Secondo gli inquirenti l’attività criminosa sarebbe partita dai casalesi. Il collaboratore di giustizia Emilio Di Caterino così dichiara durante una delle sue sedute di deposizione: «Ho sentito parlare per la prima volta della lavanderia American Laundry nel corso di una riunione avvenuta in un negozio di autoricambi a Lusciano… In quella sede si decise di bloccare il furgoncino della lavanderia per costringere il titolare a pagare una somma di denaro al clan Bidognetti.

Il boss dei Casalesi, Francesco Bidognetti 2

La lavanderia, infatti, svolgeva servizio di lavanderia presso la clinica Pineta Grande di Castel Volturno e dunque doveva mettersi a posto con noi… Dopo un po’ di tempo venni a conoscenza della definizione della vicenda estorsiva assistendo personalmente, a casa di Bernardo Cirillo, in Casal di Principe, alla consegna… della tangente pagata dalla ditta».