Ha circa 50 anni, fuma 15 sigarette al giorno da 30 anni, ha un moderato indice di dipendenza da nicotina e nella maggior parte dei casi vuole smettere di fumare: e’ questo l’identikit del tabagista secondo i dati della Campagna Spegnila e Respira, promossa da Federfarma Milano, Lodi e Monza Brianza con la collaborazione dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, che ha elaborato i risultati dei test, della Fondazione Muralti e Adakta. L’iniziativa di screening ha coinvolto, dal 23 al 28 aprile 2018, le farmacie di Milano, Lodi, Monza e Brianza. “In pochi giorni sono stati compilati 1322 questionari da 689 donne e 633 uomini, di cui 986 fumatori, 252 ex fumatori e 84 non fumatori – ha detto il Dottor Roberto Boffi, Responsabile della Pneumologia e del Centro Antifumo dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano -. Sono numeri importanti perche’ manifestano una chiara volonta’ dei cittadini lombardi di partecipare alle attivita’ di prevenzione, uno degli strumenti piu’ efficaci per combattere il tabagismo, che e’ il principale fattore di rischio per l’insorgenza dei tumori, e non solo di quelli polmonari. Il fumo e’ una schiavitu’ dannosa che non dovrebbe mai avere inizio”. La Campagna, giunta alla terza edizione, quest’anno celebra un importante anniversario: sono infatti trascorsi 15 anni dall’entrata in vigore della cosiddetta “Legge Antifumo”, piu’ nota come Legge Sirchia, dal nome del suo promotore, l’allora Ministro della SaluteGirolamo Sirchia. La normativa ha stabilito per la prima volta il divieto di fumare nei luoghi pubblici, sensibilizzando tra l’altro l’opinione pubblica sulla nocivita’ del fumo passivo. Per valutare lo stato di salute dei fumatori lombardi, sono stati utilizzati due questionari: il test di Fagerstrom – sviluppato dallo scienziato svedese Karl Fagerstrom, che ha consentito di stabilire il grado di dipendenza da nicotina – e il CAT, COPD Assessment Test, che ha permesso di valutare l’impatto della broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) sullo stato di salute del paziente. Dalle risposte e’ emerso che, tra i 986 fumatori partecipanti, 560 hanno una dipendenza moderata da nicotina, 303 una dipendenza alta; per quanto riguarda il CAT, quasi la meta’ dei pazienti (469) e’ stata indirizzata verso i Medici di Medicina Generale, perche’ il valore finale del test indicava una sospetta BPCO da diagnosticare attraverso spirometria e una visita piu’ approfondita. 
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