Cresce la preoccupazione per la nuova epidemia di Eboia nella Repubblica Democratica del Congo, dopo il primo caso registrato nella città di Mbandaka, centro di circa 1,2 milioni di abitanti situato sulle rive del fiume Congo e capoluogo della provincia dell’Equatore. Finora i casi erano rimasti circoscritti alla zona rurale e isolata a est del Lago Tumba. Ora è il passaggio a un centro urbano a destare allarmi, m particolare per le difficoltà di arginare un’ulteriore diffusione del virus in una zona densamente popolata. A dirsi esplicitamente preoccupata è l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms): “Si tratta di uno sviluppo preoccupante della situa zione. Insieme ai nostri partner, stiamo utilizzando gli strumenti migliori per fermare la diffusione”, ha dichiarato il suo direttore generale. Tedros Adhanom Ghebreyesus. Nel frattempo, una fonte medica locale ha fatto sapere che a Mbandaka circa 300 persone sono entrate m contatto diretto oppure indiretto con persone malate di eboia. L’epidemia è stata dichiarata dalle autorità locali 1’8 maggio, nel nordovest del Paese. L’Oms ha contato 44 casi. di cui tré confermati. 20 probabili e 21 sospetti: i morti sono 23. Il caso registrato a Mbandaka sarebbe collegato all’epicentro dell’epidemia a est del lago Tumba. “La situazione è cambiata ed è diventata più grave e allarmante, dato che la malattia ha raggiunto un’area urbana”, ha detto Roberta Petrucci, membro di una delle squadre di emergenza di Medici Senza Frontiere in azione nel Paese. “Stiamo lavorando a stretto contatto con il ministero della Salute e le altre organizzazioni sul campo per implementare una risposta coordinata, coerente e rapida per arrestare la diffusione dell’Eboia”, ha aggiunto.

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