Oltre il 50% delle famiglie campane arriva con difficoltà a fine mese. La ripresa economica ed occupazionale non lambisce il Sud Italia. Sembrerebbe un “bollettino di guerra”, ma in realtà sono i risultati del Primo rapporto sul lavoro nel Mezzogiorno realizzato dall’Osservatorio Statistico dei Consulenti del Lavoro su dati Istat e presentato nel corso del V Forum Lavoro, Occupazione, Imprese & Libere Professioni, organizzato dall’Ordine dei Consulenti del Lavoro di Napoli e dall’Unione Provinciale di Napoli dell’Associazione nazionale Consulenti del lavoro presso la Stazione Marittima di Napoli.

“I dati confermano il monitoraggio continuo dei flussi occupazionali dei consulenti del lavoro campani per quanto concerne le assunzioni, i licenziamenti, la nascita di imprese. È significativo, come peraltro emerge dall’Osservatorio statistico di categoria, che oltre la metà delle famiglie della Campania (il 54,6%) arriva a fine mese con grande difficoltà. A seguire ci sono Sicilia (47%), Sardegna (43%) e Calabria (42,5%). Nel Nord, invece, ci sono percentuali irrisorie. Ciò significa che la pur esistente ripresa economica non ha avuto riflessi significativi nel Mezzogiorno e che anzi il divario, in termini di ricchezza ed occupazione, tra le regioni del Nord e del Sud Italia sia aumentato”. Lo ha detto Edmondo Duraccio, Presidente dei Consulenti del Lavoro di Napoli aprendo i lavori del workshop partenopeo.

“La questione meridionale è più che attuale e necessita che il Governo intervenga con misure mirate e strutturali. Emblematico è, infatti, il dato del divario dell’occupazione tra Nord e Sud emerso dal rapporto dell’Osservatorio statistico dei Consulenti del Lavoro. Tale divario – ha aggiunto Duraccio – ai tempi  dell’economia prevalentemente industriale del 1977 era del 9% mentre oggi, rilevazioni del 2017,  è più del 20%. Quindi, un’Italia spaccata in due”.

L’assessore Sonia Palmeri, assessore al Lavoro della Regione Campania, evidenzia: “Dal 2008 il blocco occupazionale è stato evidente, ma l’inversione di tendenza è già attiva. L’occupazione pian piano sta crescendo, anche con le politiche regionali sull’industrializzazione e con la difesa di ciò che c’è sul territorio. Noi istituzioni abbiamo il compito di stare vicino agli imprenditori soprattutto quando viene palesato un momento di crisi”.

Pasquale Assisi, presidente dell’Unione provinciale di Napoli dell’Associazione nazionale Consulenti del lavoro, ha dichiarato che il vulnus del Mezzogiorno, a parte la carenza di infrastrutture, è rappresentato da fenomeni inquietanti quali il lavoro nero in agricoltura , la massiccia inoccupazione di giovani con alto grado di scolarizzazione e la disoccupazione femminile. Non c’è bisogno di assistenzialismo ma di misure concrete che facciano riprendere l’economia al Sud fino a produrre la crescita occupazionale. Grande importanza ha attribuito alle “politiche attive” di cui alla discussione nel corso della seconda sessione forum napoletano con Maurizio Del Conte (presidente Anpal), Mario Moioli(Fonarcom) e Francesco Duraccio (Fondazione Lavoro Cno) volano di occupazione e di riduzione del costo del lavoro. “Abbiamo un mercato del lavoro asfittico”, ha spiegato Assisi con aziende molto lontane dall’approccio di modernizzazione e di proiezione verso l’export estero ed oltre regione preferendo il mercato interno intasato e senza grandi regole.

A seguire, Duraccio ha auspicato una legislazione del lavoro snella, sburocratizzata da adempimenti inutili, con una Pubblica amministrazione efficiente e improntata alla certezza del diritto e delle obbligazioni tra le parti com’è emerso nel corso del dibattito, moderato dal giornalista Ignazio Marino. Presenti Paolo Pennesi (Inl), Andrea Cafà (Cifa), Giovanni Sgambati (Uil) e Francesco Capaccio (Consulenti del Lavoro). “Il lavoro – afferma Sgambati – resta una priorità per questo territorio. Serve coesione da parte delle forze sociali per incalzare le istituzioni e accelerare il processo di ripresa dell’economia e del lavoro”.

In conclusione, Duraccio ha elencato e richieste dei Consulenti del lavoro per far ripartire l’occupazione al Sud: investimenti nel Sud in opere pubbliche; dotazione di infrastrutture; credito alle Pmi; pagamento dei debiti della P.A. alle imprese creditrici in tempi ragionevoli; riduzione della pressione fiscale e contributiva su famiglie ed imprese; snellimento delle attività burocratiche della Pubblica Amministrazione; ripresa dei consumi; rilancio definitivo delle politiche attive del lavoro finalizzate all’occupazione con protagonisti pubblici e privati e alternanza scuola-lavoro.

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