“Vado avanti con determinazione, pensando ai giorni che ho davanti. All’inizio mi chiedevo se sarei morta. Pensavo ai miei figli, a mio marito. La mia testa mi stava condizionando, dovevo trovare il modo di governarla. Mi sono detta che il cancro non deve definire quella che sono e la mia vita. Ce l’ho fatta e sono grata anche per questo”

Così ha raccontato Nicola Mendelsohn, la quarantaseienne manager di Facebook, definita una delle donne più potenti del tech. Domenica 4 febbraio ha annunciato pubblicamente di essere affetta da un linfoma follicolare, un tumore incurabile del sangue che l’ha colpita nel novembre 2016.

Un anno dopo la terribile scoperta ha preso coraggio e ha parlato, nella speranza di poter aiutare chi come lei stava provando sulla sua pelle le stesse emozioni e preoccupazioni, e nel contempo consapevole che condividere la sua pena con gli altri l’avrebbe aiutata.

“È stato difficile. Ma se fai ciò che ti spaventa impari di più. La malattia, e soprattutto il cancro, sono ancora molto stigmatizzati. Dopo la pubblicazione della mia lettera sul Sunday Times, però, molti manager mi hanno contattato per raccontarmi esperienze simili alla mia. Se più persone facessero come me in molti potrebbero trarne giovamento”.

Proprio grazie a Facebook, la Mendhelson ha trovato uno spiraglio di luce in i giorni bui e pieni di sofferenza.

“Sono entrata nel gruppo Living with Follicular Lymphoma due mesi dopo la diagnosi: ci sono 4 mila persone da 90 Paesi che si danno consigli sulla malattia, su come affrontare le cure. Ricevo e spero di dare anche io un supporto importante”.

La manager ha poi voluto lanciare un messaggio, sottolineando l’importanza dell’interagire con gli altri. I social network aiutano proprio a fare questo, quindi le persone dovrebbero cercare di sfruttarli al meglio

“In questi giorni sono stata contattata da persone che viste da fuori sembravano avere qualsiasi cosa si possa chiedere e in realtà stanno affrontando situazioni difficili. L’apertura verso gli altri è una parte importante della nostra cultura. Se qualcosa non va, se hai delle sfide da affrontare, dillo a chi ti circonda. Quello che i social network hanno introdotto è la possibilità di condividere esperienze o sofferenze significative con persone in cui altrimenti non ci si sarebbe mai imbattuti”.

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