Riconoscere la qualifica di pubblico ufficiale a tutti i medici e i professionisti della sanità nell’esercizio delle loro funzioni. È quanto prevede l’articolo unico della proposta di Legge presentata lo scorso 11 luglio alla Camera dei Deputati dall’onorevole Michela Rostan. ‘L’obiettivo ultimo – afferma la Fnomceo –  è una maggior tutela degli operatori sanitari rispetto all’escalation di violenza nei loro confronti: chi aggredisse uno di loro, incorrerebbe nel reato di violenza e minacce a pubblico ufficiale, perseguibile d’ufficio e non su querela di parte, e andrebbe incontro a pene piu’ severe e sanzioni piu’ pesanti’. La proposta di Legge sarà illustrata in una Conferenza stampa alla Camera dalla stessa Rostan il prossimo 26 luglio: tra gli ospiti, in rappresentanza della Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri (Fnomceo), anche il presidente Filippo Anelli. «La Fnomceo si è impegnata a sostenere tutti i progetti di Legge utili a contenere l’odioso fenomeno della violenza contro i medici, da qualsiasi parte politica provengano – ribadisce Anelli -. In particolare attendiamo con speranza il Disegno di Legge di iniziativa governativa annunciato dal Ministro della Salute Giulia Grillo, che dovrebbe avere un iter legislativo accelerato. In mancanza di iniziativa governativa, avvieremo, il 13 settembre a Bari, in occasione della Giornata contro la violenza sui medici, una raccolta di firme per una proposta di Legge di iniziativa popolare». ‘Sono sinora tre  – precisa la Federazione – i progetti di Legge sulla materia: oltre alla proposta di Legge Rostan, quella presentata, sempre alla Camera, il 7 giugno dall’onorevole Roberto Novelli, ‘Modifica all’articolo 61 del codice penale e altre disposizioni per la tutela della sicurezza degli operatori sanitari’ e  il disegno di legge, d’iniziativa della senatrice Maria Rizzotti, presentato al Senato a fine maggio e dal titolo “Disposizioni per garantire la sicurezza, l’ordine pubblico e l’incolumità di cittadini ed operatori medico-sanitari presso le strutture ospedaliere”. Una mozione è stata avanzata, sempre al Senato, dalla senatrice Isabella Rauti, mentre alcune interrogazioni sono state presentate, dai diversi schieramenti, alla Camera e al Senato’.

CONDIVIDI