«In merito alle affermazioni apparse sui social del signor Alessio Federico, disdicevoli nei contenuti – “Tra un nonno milanese di 100 anni e un bambino napoletano di sei, io rianimerò sempre il nonno milanese” – e contrarie al codice deontologico degli infermieri così come a qualunque espressione di buon senso e ai principi della nostra professione», la Federazione Nazionale Infermieri, che rappresenta gli Ordini a cui sono iscritti gli oltre 440mila infermieri operanti in Italia, precisa che «il signore non è un infermiere, non essendo iscritto all’albo e non operando quindi come tale in nessun ambito».

«Si tratta quindi di un abuso di titolo del quale eventualmente il colpevole risponderà a questa Federazione sia per aver millantato una qualifica professionale non posseduta, sia per il danno che la professione ha conseguito dalle affermazioni da lui esternate», precisano i vertici dell’associazione in una nota diffusa anche sui social network.

«È evidente – chiosa la nota – il danno di immagine per la professione infermieristica, apprezzata e ben conosciuta non certo in questa forma dalle persone. Gli infermieri garantiscono dignità, diritti e salute a tutti, tutti i giorni, in tutti i contesti».

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