Il boss Salvatore Lo Russo, poi passato a collaborare con la giustizia

Mario Caiazzo

Gli imprenditori hanno paura, troppa, durante gli anni, l’esposizione dell’Esperia, l’azienda che fornisce servizi (soprattutto quelli relativi alle pulizie) in diversi ospedali napoletani. Quella ditta altro non è, secondo le dichiarazioni dei pentiti e i riscontri della magistratura, che una ‘controllata’ dei Lo Russo, che insieme ai proprietari di facciata, primo tra tutti Riccardo Lama, faceva affari nei nosocomi, “ad esempio il Santobono”. E’ anche qui, presso la struttura sanitaria di Via Mario Fiore all’Arenella, che secondo gli inquirenti, i Capitoni pilotavano le gare e le vincevano. La circostanza proviene dai verbali di interrogatorio del collaboratore di giustizia Maurizio Ferraiuolo, che insieme a quelli di altri pentiti, rappresentano un corpus significativo delle inchieste che hanno squarciato il velo sulle infiltrazioni della camorra nella sanità napoletana.

La Procura di Napoli

“Quando il boss Salvatore Lo Russo cominciò a collaborare con la giustizia, ricordo che Riccardo (Lama) si affrettò a cambiare nome alla ditta, che da Esperia diventò Kuadra”. Sul perché di tale repentino cambiamento del nome dell’azienda, Ferraiuolo risponde al pm che ne raccoglie le dichiarazioni: “Voglio sottolineare ancora una volta che dietro tale impresa di pulizie ci fossero i Lo Russo e che quindi quando Salvatore Lo Russo si pentì, tutti coloro che erano collegati alla suddetta ditta Esperia, ebbero paura che (magistratura e forze dell’ordine) avrebbero potuto arrivare a loro”. “A raccontarmi del particolare – dichiara ancora Ferraiuolo – è stato Baselice Rosario (poi andato assolto nel procedimento sui presunti appalti pilotati, ndr), che mi spiegò pure come l’accordo tra i Lo Russo e i titolari (di facciata) della ditta Esperia (che poi fu rinominata Kuadra) era stato stretto proprio per unire la forza e i legami politici degli imprenditori con la forza economica e malavitosa dei Lo Russo”.