Si accentua l’invecchiamento della popolazione – nonostante la presenza degli stranieri, con struttura per età più giovane di quella italiana e fecondità più elevata – con un’accresciuta domanda di cura che mette in tensione il ruolo di sostegno della rete di parentela. L’aumento della popolazione anziana – dovuto ai guadagni in termini di sopravvivenza – e la presenza di generazioni di giovani sempre meno folte – conseguenza del continuo calo delle nascite – rendono l’Italia il secondo paese più vecchio al mondo, con una stima di 168,7 anziani ogni cento giovani al 1° gennaio 2018. Questa misura rappresenta il “debito demografico” contratto da un paese nei confronti delle generazioni future in termini di previdenza, spesa sanitaria e assistenza. È quanto evidenzia l’Istat che oggi ha presentato la 26esima edizione del Rapporto annuale che verte sul tema delle reti e delle relazioni sociali ed economiche. “L’evoluzione demografica degli ultimi decenni” sottolinea l’Istat “ci consegna un Paese profondamente trasformato nella struttura e nelle dinamiche sociali e demografiche. La tendenza demografica è destinata ad accentuare ulteriormente il processo di invecchiamento: secondo lo scenario mediano delle previsioni demografiche, tra 20 anni lo squilibrio intergenerazionale sarà ancora più critico, con 265 anziani ogni 100 giovani”.

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