In tema di ‘Salute e benessere’ l’Italia ha da tempo raggiunto l’obiettivo posto dalle Nazioni Unite per la mortalità neonatale e per la mortalità sotto i 5 anni nell’Agenda 2030 (goal 3), collocandosi tra i Paesi con la più bassa mortalità infantile; la mortalità nelle prime fasi della vita continua la sua diminuzione nel medio periodo, con il Mezzogiorno che lentamente recupera lo svantaggio. Lo rileva l’Istat nel ‘Rapporto SDGs 2018’ che propone un aggiornamento e un ampliamento dell’applicazione in Italia dell’Agenda 2030 adottata nel 2015 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite composta da 17 obiettivi (Sustainable Development Goals – SDGs), declinati in 169 target, che fanno riferimento a diversi domini dello sviluppo sociale ed economico.

Dal 2004 è in costante diminuzione il tasso standardizzato di mortalità tra 30-69 anni per tumori maligni, diabete mellito, malattie cardiovascolari e malattie respiratorie croniche, soprattutto tra gli uomini, che tuttavia ancora presentano tassi del 70% più alti rispetto alle donne. Nel breve periodo si osserva una stagnazione, che potrebbe mettere a rischio il raggiungimento dell’obiettivo proposto per il 2030.

n Italia il tasso standardizzato di mortalità per suicidio è più basso rispetto al resto dell’Europa: dopo la leggera crescita registrata dal 2007, soprattutto per gli uomini, torna a diminuire dopo il 2012. Il numero di morti in incidente stradale si è quasi dimezzato in Italia tra il 2004 e il 2016. Tuttavia, l’obiettivo di riduzione del 50% tra il 2010 e il 2020 appare difficile da raggiungere perché a partire dal 2013, come nel resto d’Europa, il calo è in rallentamento.

La quota standardizzata di fumatori, in calo nel lungo periodo tra le persone di 15 anni e più, soprattutto a partire dal 2009, risulta stabile nell’ultimo anno. Le vaccinazioni in età pediatrica, in calo dal 2013, subiscono un incremento nel breve termine, anche in conseguenza del recente Decreto vaccini.

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