Italia sempre più obesa, soprattutto al Sud. Nel nostro Paese tre adulti su dieci sono in sovrappeso e uno su dieci è obeso. Il dato emerge dalle interviste fatte dal sistema di sorveglianza Passi (Progressi delle aziende sanitarie per la salute in Italia, coordinato dall’Istituto superiore di Sanità), che per la prima volta in 10 anni hanno mostrato un aumento statisticamente significativo dell’obesità a livello nazionale, determinato da un aumento in particolare nel Sud Italia, ma anche nel Nord, mentre nelle Regioni centrali si registra una riduzione, come si legge sulla newsletter ‘Alliss’, pubblicata dall’Iss.

L’eccesso di peso è una caratteristica associata a fattori sociali – scrivono gli autori – ed è più frequente fra le persone con difficoltà economiche o con un basso livello di istruzione. Il gradiente geografico mostra prevalenze di sovrappeso e obesità crescenti dal Nord al Sud Italia, “dove in alcune Regioni si sfiora e si supera il 50%”, scrivono gli autori. Anche l’inattività fisica è più frequente tra le persone con difficoltà economiche o con basso livello di istruzione. Ancora una volta la differenza Nord-Sud è molto chiara ed è sfavorevole alle Regioni meridionali, in cui la quota di sedentari è significativamente più elevata e in alcuni casi sfiora e supera il 50% della popolazione. Nel tempo, la quota di sedentari aumenta in tutto il Paese e in particolare proprio in Meridione. Dai dati emergono situazioni preoccupanti anche sul consumo di alcol. Circa un italiano su due, fra i 18 e i 69 anni, dichiara di non consumare bevande alcoliche, ma il 17% della popolazione ne fa un uso a ‘maggior rischio’ per la salute, per quantità o modalità di assunzione. Fra i giovanissimi di 18-24 anni la quota di consumatori a maggior rischio raggiunge il 35%.

Il consumo di alcol a maggior rischio, contrariamente alle altre abitudini non salutari (fumo, sedentarietà, eccesso di peso) si associa al benessere socio-economico – spiegano gli esperti – fra le persone senza difficoltà economiche o con alto livello di istruzione, la quota di consumatori a ‘maggior rischio’ è più elevata. Tale modalità di consumo, inoltre, resta prerogativa dei residenti nel Nord Italia, dove cresce il fenomeno del binge drinking, e in particolare delle Regioni del Nord-Est. Preoccupante, infine, il numero di persone che assumono alcol, pur avendo una controindicazione assoluta, come i pazienti con malattie del fegato, fra i quali quasi la metà ne fa un consumo pericoloso.

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