L'ospedale San Paolo di Fuorigrotta

Ispezione ieri dei Carabinieri del Nas al San Paolo di Fuorigrotta. I Nas hanno passato al setaccio i documenti custoditi dalla direzione sanitaria dell’ospedale, per fare il punto su due questioni che da più di dieci giorni stanno mettendo in allarme personale e pazienti: legionella e tubercolosi. L’operazione segna un seguito di quanto iniziato nei giorni scorsi, quando i militari dell’Arma hanno individuato la presenza del batterio della legionella in un boiler dell’impianto idrico, sebbene non nei rubinetti. Un controllo che alla fine ha portato ad una sanzione di 300 euro ai danni del direttore sanitario.  Per la legionella al momento nessun caso di contagio è stato confermato, ma sembra che tra i pazienti sia ormai diffusa una psicosi iniziata settimane prima. A innestare le paure era stata la morte di una dottoressa per tubercolosi, decesso  sul quale è in corso un’indagine della magistratura. Anche la Asl ha ritenuto di dover approfondire, così è stata nominata una commissione d’inchiesta che, dal direttore generale Mario Forlenza, ha avuto mandato di verificare alcuni punti «poco chiari». Nelle scorse settimane la direzione sanitaria del San Paolo ha ribadito di aver rispettato tutti i protocolli previsti nei casi di tubercolosi, accertati o presunti. Uno degli aspetti sui quali si stanno facendo approfondimenti da parte della Asl riguarda però i controlli effettuati su quanti erano potenzialmente entrati in contatto con il batterio e sulle visite richieste al personale sanitario. Nelle prossime ore dunque la Asl riceverà la relazione del nucleo ispettivo. Qualunque siano le conclusioni, il direttore generale Mario Forlenza invierà il fascicolo alla Procura, così da fornire ulteriore materiale che sicuramente potrà essere utile all’esito dell’indagine.

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