«Considerati i rischi per la conservazione nei luoghi in ragione del grave dissesto in atto, i preziosi vasi e tutti i manufatti artistici custoditi nella “Farmacia storica settecentesca” e nella “chiesa di Santa Maria del Popolo degli Incurabili” saranno custoditi e valorizzati (accessibili al pubblico) in un luogo di grande valore storico fino a quando non potranno ritornare nel loro luogo originario». Il tavolo tecnico riunitosi stamane presso la sede della Struttura Commissariale dell’ASL Napoli 1 Centro, al quale ha preso parte, tra gli altri, Luciano Garella – Sovrintendente della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per il Comune di Napoli – ha condiviso la necessità di «non allontanare i beni artistici dalla matrice architettonica dei luoghi, che rappresentano l’unicum straordinario che racconta la storia della carità, della beneficenza e la cultura e la storia sanitaria e pertanto sociale della città di Napoli». Proprio per questo, tutti i beni artistici troveranno ospitalità in una parte dello storico edificio del complesso incurabilino non interessato né dal disstesto né dai futuri lavori. «Un luogo – sottolinea Ciro Verdoliva – che dovrà consentire di preservare una continuità concettuale con la storia di Napoli e in particolare di quell’ospedale». Nei prossimi giorni l’attività continuerà incessante per limitare al massimo i tempi d’intervento.

CONDIVIDI