Mario Caiazzo

Al momento, nonostante le garanzie ricevute, e un primo passo da parte dell’Azienda ospedaliera dei Colli, non si ferma la mobilitazione del Comitato dei genitori dei trapiantati. A parlare a Salute a Tutti è ancora Dafne Palmieri, la portavoce del gruppo, che abbiamo ascoltato nella serata di ieri. Per circa dieci giorni, Dafne, madre di un piccolo paziente, ha effettuato lo sciopero della fame. «L’ho interrotto lo scorso sabato, dopo essermi consultata con gli altri componenti del comitato. Purtroppo le mie condizioni non erano ottimali e quindi abbiamo deciso di desistere almeno con questo tipo di protesta. La mobilitazione però continua», dichiara la giovane donna. Proprio sabato scorso, l’Azienda dei Colli aveva firmato una delibera che nelle intenzioni segna la linea per un nuovo modello organizzativo per i trapianti pediatrici.

L’ospedale Monaldi

«E’ vero è stata firmata la delibera, ma si tratta della terza fin qui prodotta. A me sembra di assistere a una spartizione delle fasce di età 0-10/10-18 piuttosto che a una soluzione. Anzi a una ‘deportazione’ della fascia pediatrica in un altro reparto. Noi saremo vigili su quanto avverrà e puntiamo sempre al Presidente Mattarella, affinché sia nostro garante per la trasparenza e per i diritti dei bimbi trapiantati», conclude Dafne Palmieri. A seguirla nella lotta, i componenti del comitato di cui è portavoce. Insieme hanno prodotto un documento in cui sottolineano che la mobilitazione va avanti. Rilanciano l’hashtag #siamoancorasultetto.
“Non vorremmo sembrare irriconoscenti, in fin dei conti un prefabbricato è meglio di una tenda. Ma non è il centro di eccellenza che hanno buttato giù a ruspate incuranti, e soprattutto non è ancora garanzia per i nostri figli. Eravamo in un centro di eccellenza: stanze, sala operatoria, infermieri dedicati, anestesisti, cardiologi, cardiochirurghi altamente specializzati”, ma tutto questo, al momento, non c’è più.