L’influenza e i virus parainfluenzali sono quasi un appuntamento fisso per milioni di persone ogni anno e a farne di piu’ le spese sono soprattutto i bambini. I piu’ piccoli infatti – secondo la Societa’ Italiana di Pediatria (SIP) – sono piu’ colpiti perche’ trascorrono tanto tempo in ambienti chiusi e affollati come asili, scuole, palestre e spazi ricreativi. Alcuni pratici accorgimenti possono pero’ ridurre il rischio di contagio: lavare le mani frequentemente; non scambiare ciucci e posate; provvedere a una corretta idratazione; far assumere frutta e verdura in quantita’ adeguate; non dimenticare di somministrare vitamine, qualora prescritte dal pediatra; curare il raffreddore con i lavaggi nasali; evitare il contatto con persone con sintomi influenzali; areare gli ambienti chiusi frequentemente; vestire i bambini in modo adeguato; se i bambini rientrano nelle categorie consigliate, non dimenticare di somministrare loro il vaccino anti influenzale. “L’influenza non deve essere sottovalutata e per questo la societa’ scientifica sta spingendo affinche’ dal prossimo anno tutti i bambini siano vaccinati, cosi’ come avviene gia’ in altri Paesi europei”, dichiara  Alberto Villani, presidente della Societa’ Italiana di Pediatria. Secondo Villani il vaccino “e’ un’ottima arma di prevenzione e una risorsa che deve essere sfruttata da tutti per diminuire il rischio di contrarre l’influenza. Per questo speriamo, visto il picco di bambini malati durante gli ultimi mesi, che dal prossimo anno le linee guida del ministero della Salute cambino e includano tra i soggetti da vaccinare anche tutti i bambini dai 6 mesi ai 6 anni e non solo quelli, come avviene ora, con particolari patologie”.
“E’ importante – aggiunge il presidente SIP – che a vaccinarsi siano anche le aspiranti mamme durante gli ultimi 3 mesi di gravidanza. E’ l’unica soluzione per tutelare i neonati fino a 6 mesi, per i quali un’influenza potrebbe determinare conseguenze molto serie sulla salute”. Quest’anno l’influenza si e’ sviluppata in una forma particolarmente ‘aggressiva’ e da novembre a oggi sono stati migliaia i bambini che hanno contratto il virus. “I bambini malati sono stati molti di piu’ rispetto l’anno scorso”, racconta Villani, “al Bambino Gesu’ di Roma e’ stata una vera e propria emergenza. Siamo stati costretti a rimandare i ricoveri programmati per accogliere i bambini con problemi causati dall’influenza“. La fascia di eta’ piu’ colpita – scrivono gli esperti dell’Istituto Superiore di Sanita’ nel rapporto settimanale Influnet – e’ quella dei bambini al di sotto dei cinque anni in cui si osserva un’incidenza pari a circa 30,8 casi per mille assistiti e quella tra 5 e 14 anni pari a 15,9. In questi casi, gli esperti consigliano di far riposare il bimbo influenzato, anche se non necessariamente a letto, e di evitare i cosiddetti rimedi della nonna, come le spugnature con aceto e la borsa d’acqua fredda sulla fronte. Eventualmente e’ meglio fare delle spugnature con acqua tiepida per dare al bambino una sensazione di benessere. E’ importante assicurarsi anche che il bambino beva abbastanza cosi’ da soddisfare le aumentate richieste di liquidi che si hanno durante la febbre. Un capitolo a parte va aperto per gli antibiotici. Vanno somministrati solo in alcuni casi e su precisa indicazione del pediatra. Infatti, l’antibiotico non serve per curare l’influenza, ma solo per far fronte a un’eventuale complicanza batterica. Bisogna ricordarsi – precisa SIP in una nota – che somministrare un antibiotico a un bambino, se non necessario, non aiuta a far passare prima la febbre.
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