Italia, Spagna, Irlanda e Lussemburgo sono i paesi europei dove piu’ alta e’ stata l’intensita’ dell’influenza nella settimana tra il 15 e 21 gennaio. E’ quanto emerge dalle ultime rilevazioni pubblicate dal Centro europeo per il controllo delle malattie (Ecdc), secondo cui stanno circolando insieme i ceppi A e B del virus, anche se con una proporzione maggiore di quest’ultimo. Anche se l’intensita’ di casi e’ dunque alta nel nostro paese, e’ comunque in calo rispetto alla settimana precedente, segno dunque che il picco e’ stato ormai raggiunto. Dalla mappa dell’Ecdc, si puo’ notare nell’ultima settimana come l’influenza sia stata invece di livello medio in Francia, Germania, Polonia, Regno Unito e Paesi scandinavi, mentre e’ bassa in Portogallo, Olanda, Grecia e Bulgaria. “Si tratta comunque di una situazione contingente – precisa il virologo Fabrizio Pregliasco – Quest’anno in Italia c’e’ stato un aumento dei casi con un momento di freddo intenso durante le festivita’ natalizie, ma si tratta di variazioni geografiche non sostanziali”. In Italia per esempio non ha dato fastidio il virus AH3N2, che invece ha colpito parecchie persone in Inghilterra. “In Nord Europa hanno avuto prima parecchi casi, ora li stiamo avendo noi, ma non abbiamo una situazione peggiore degli altri”, continua Pregliasco. Dello stesso avviso anche l’epidemiologo dell’Istituto superiore di sanita’, Gianni Rezza, secondo cui “non c’e’ un motivo particolare perche’ il virus colpisce di piu’ in un paese che in un altro e non e’ da addebitare al vaccino”. Finora, come evidenzia l’Organizzazione mondiale della sanita’ (Oms), l’influenza ha raggiunto nella maggior parte dei paesi livelli di intensita’ discreta rispetto agli anni precedenti, e in pochi ha gia’ raggiunto livelli alti. 
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