Gli infermieri del Servizio sanitario nazionale (Ssn) sono sul piede di guerra e pronti a proclamare lo sciopero generale, “bloccando di fatto gli ospedali”, se non ci saranno a breve risposte da parte del governo in merito al rinnovo del contratto del comparto Sanita’ – che riguarda in totale circa 500mila dipendenti tra infermieri e professioni sanitarie – ed alla questione degli orari di lavoro. “Domani – annuncia il presidente del sindacato Nursing up, il maggiore sindacato degli infermieri, Antonio De Palma – invieremo una lettera al ministero del Lavoro chiedendo di essere ricevuti al piu’ presto per il tentativo di conciliazione, previsto per legge, prima della proclamazione dello sciopero. Al momento non vediamo aperture e se non avremo risposte concrete in termini di risorse economiche e umane per il comparto procederemo allo sciopero nazionale”. Sul tavolo, dopo l’ultimo incontro all’Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni (Aran) che non ha pero’ portato ad uno sblocco della situazione, c’e’ dunque il nodo degli aumenti economici ma pure il grande tema dell’organizzazione del lavoro: “Gli 85 euro di aumento dopo otto anni di blocco del contratto – rileva De Palma – non sono sufficienti. Ma oltre a questo, il problema e’ che si vuole riformare l’organizzazione del lavoro sanitario a costo zero. Infatti, il governo vuole una deroga alla norma Ue che prevede 11 ore di riposo continuativo per gli infermieri ogni 24 ore, e questo perche’ in mancanza di personale e non volendo assumerne di nuovo si vogliono allungare i turni e le presenze, ma cio’ comporta gravi rischi anche per la sicurezza dei pazienti”. Una situazione, quella degli infermieri, che il sindacato definisce “paradossale”: “Gli infermieri del Ssn – spiega De Palma – sono circa 250mila e, secondo l’Ocse, ne mancherebbero almeno 70mila rispetto al fabbisogno del Paese. Al contempo, pero’, in Italia ci sono 25mila infermieri disoccupati a causa del blocco del turn over e per questo sono moltissimi quelli che emigrano all’estero, in primis verso la Gran Bretagna. Il flusso verso questo Paese e’ infatti aumento del 70% negli ultimi 4 anni”. Come sindacato, conclude, “abbiamo noi stessi siglato da 8 mesi un accordo con una societa’ tedesca e finora circa 30 infermieri italiani hanno scelto di andare a lavorare in Germania in mancanza di opportunita’ in Italia”.
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