Mario Caiazzo

E’ indispensabile all’organizzazione scompaginata nei giorni scorsi accreditarsi presso le aziende di medicinali. Per farlo c’è bisogno di un accordo con l’Aiop (Associazione italiana ospedalità privata) che ‘attesta’ l’affidabilità del gruppo di Milano.

Gruppo dedito al traffico illecito di farmaci, guidato da Giammassimo Giampaolo e composto da altre 12 persone, tutte finite in arresto nell’ambito dell’operazione eseguita dai militari dell’Arma.

Figure di primo piano dell’organizzazione sono pure quelle di Sebastiano Calabrò, Ambrogio Fedele e Marco Marzorati. Sin dall’agosto 2017, quando l’accordo con l’Aiop non era stato ancora formalizzato (lo sarà di fatto solo a gennaio del 2018), Fedele contatta aziende in tutta Italia. In una occasione parla con la funzionaria di una holding farmaceutica di Roma e comunica (falsamente) che il gruppo per il quale lavora “ha chiuso l’accordo con l’Aiop e e pertanto saremo gli unici fornitori del farmaco ospedaliero”.

La funzionaria risponde che, stando così le cose, invierà a Fedele seimila confezioni di Tad. Si tratta di un farmaco molto delicato perché serve per assorbire gli effetti radioattivi della chemioterapia e che quindi può essere somministrato soltanto in strutture ospedaliere.

Sarà immesso invece sul mercato parallelo, altro che destinazione ospedaliera. In altri casi, utilizzando il solito espediente il gruppo riesce a farsi consegnare perfino ketamina classe H (sostanza stupefacente) ad uso ospedaliero. E’ ancora Fedele che chiude l’ordine, parlando con la funzionaria di una azienda di Scandicci (in provincia di Firenze). Fedele afferma che ‘loro’ (il gruppo di cui fa parte) sono ospedalieri in quanto forniscono tutte le cliniche d’Italia (circostanza tutt’altro che vera). Dopo alcune obiezioni mosse dalla donna, alla fine comunque si riesce ad acquistare anche la ketamina. L’organizzazione aveva clienti in tutta Europa e in diversi Paesi extra Ue.

Durante una conversazione intercettata tra Fedele e Calabrò, quest’ultimo dice che sono in ritardo con l’acquisto del farmaco Erwinase, che dovevano vendere a Istanbul e che tra l’altro ormai non serve più, perché “la bambina di nove mesi (alla quale era destinato il medicinale) è morta”. Erwinase è un farmaco che viene usato per la leucemia infantile, prodotto dalla Porton Biofarma – unico produttore al mondo -, che può essere somministrato solo con procedure di sicurezza in strutture ospedaliere. Si tratta di un farmaco salvavita.