Un sequestro di medicinali rubati

Mario Caiazzo

I riflettori si erano già accesi, la stampa aveva cominciato a evidenziare rapporti sospetti intercorrenti tra alcune locali di ‘ndrangheta e certe farmacie milanesi; sugli interessi di esponenti della mafia calabrese per il business dei farmaci. E’ per tale motivo che Giammassimo Giampaolo, titolare di una farmacia che si trova a Milano, si muove – secondo gli inquirenti – per cambiare il nome della suddetta azienda, tramutandola da ditta individuale Farmacia Caiazzo in Farmacia Fiduciaria Milano 1907 srl.

Giampaolo (arrestato insieme ad altre 12 persone) è considerato essere a capo di un gruppo specializzato nel traffico illecito di farmaci.

Il cambio di intestazione societaria, risulta agli investigatori, era stato attuato perché Giampaolo, temendo si potesse arrivare a lui e alla sua holding, voleva smarcarsi da Giuseppe Strangio (socio occulto per il 20% delle quote della farmacia Caiazzo) attualmente sottoposto a indagini della Dda per riciclaggio e reimpiego di denaro proveniente da attività illecite della criminalità organizzata calabrese.

La circostanza che l’azienda subisca dei danni dalla ‘cattiva pubblicità’ della stampa è evidenziata da alcune conversazioni telefoniche – intercettate dai carabinieri – intercorse tra i componenti del gruppo di Giampaolo e tra questi e altre persone, in cui si evidenzia che nonostante il flusso economico sia in aumento, non si potranno raggiungere gli obiettivi prefissati.

“Se non c’era questa cosa, questa volta volavamo. Superavamo i 20 milioni, anzi eravamo a trenta”, confida Ambrogio Fedele (uno degli arrestati) a tale Daniele. Era capitato appunto che alcune aziende farmaceutiche presso le quali si riforniva il gruppo, ma anche diversi clienti avevano preferito ‘raffreddare’ o addirittura chiudere i rapporti con la ditta di Giampaolo, visto quello che stava emergendo da inchieste giornalistiche.

Un sequestro di farmaci ad opera del Nas

Illuminante da questo versante, l’intercettazione avvenuta a settembre del 2017 tra Fedele e Marco Marzorati (anche lui finito in arresto). Si discute su alcune questioni legali legate all’autorizzazione da parte dell’Aiop (Associazione italiana spedalità privata). Marzorati dice di essersi sentito con tale Sara (segretaria di un avvocato a cui il gruppo si è rivolto) e che quest’ultima gli ha riferito che l’avvocato non ha più intenzione di avere a che fare con “il mafioso Marzorati”.