Mario Caiazzo

L’organizzazione dedita al traffico illecito di farmaci aveva un consulente interno. E che consulente.

Un carabiniere, già facente parte del Nas di Milano, che poteva fornire, all’occorrenza, diversi tipi di apporto all’organizzazione sgominata dai militari dell’Arma del capoluogo meneghino.

Si chiama Giulio Forte, 40 anni, nato a Zurigo, in Svizzera e residente a Olgiate Comasco (in provincia di Como). Prima di finire in carcere era in servizio presso il III Battaglione Carabinieri di Milano. Di lui, scrivono gli inquirenti nel faldone dell’ordinanza che ha portato all’arresto di Forte e a quello di altre 12 persone, è componente del gruppo «in qualità di partecipe, perché essendo appartenente all’Arma dei carabinieri… fungeva da consulente del gruppo, assicurando copertura ed apporto informativo per contromisure su eventuali azioni giudiziarie».

Tra l’altro, scrivono i giudici, Forte si occupava anche di verificare se vi fossero attività tecniche di intercettazione nei confronti della holding.

E non solo, perché dava pure indicazioni al gruppo di cui era promotore Giammassimo Giampaolo, su come ottenere, con elementi di falsità, autorizzazioni per il trattamento di sostanze stupefacenti. Ma partecipava all’attività del gruppo anche «evitando ispezioni dei Nas ed essendo a disposizione per ogni incombenza», annotano ancora i giudici.

Carabinieri del Nas in azione

Un filone fondamentale dell’inchiesta riguarda proprio un comparto dell’organizzazione criminale che ha a che fare con il trattamento di sostanze stupefacenti di uso ospedaliero. Gli inquirenti hanno cercato di fare luce su questo aspetto del traffico e sulla destinazione finale di alcuni farmaci cosiddetti oppioidi, vale a dire contenenti oppiacei. Secondo gli investigatori, tali medicinali analgesici o definiti pure «droganti», sarebbero stati venduti a privati sia in Europa che in località extraeuropee.