Le indagini continuano e nonostante l’operazione dei carabinieri abbia portato a smantellare la struttura milanese dedita al traffico illegale di farmaci, c’è da «seguire» una vasta rete di soggetti finita sotto la lente.

Persone che non risultano indagate, ma che comunque, secondo gli investigatori, sarebbero clienti del gruppo capeggiato da Giammassimo Giampaolo.

I loro movimenti sono seguiti da tempo e quindi non si esclude che a breve potrebbero esserci nuovi sviluppi, anche dal punto delle indagini. Sui presunti rapporti di Giampaolo con ambienti della ‘Ndrangheta, gli investigatori hanno rendicontato ampiamente nel faldone dell’ordinanza che ha portato all’arresto di 13 persone.

Nello stesso «incartamento» si annota anche la composizione della suddetta rete di clienti. Si tratta di cittadini di origine extracomunitaria, tra di essi c’è anche un fruttivendolo trasferitosi in Italia dall’Egitto. «Sono soggetti – scrivono i magistrati – che non hanno alcuna competenza in campo medico e farmaceutico», ciononostante avrebbero provveduto ad acquistare dal gruppo milanese ingenti quantitativi di farmaci per rivenderli poi, in maniera del tutto pericolosa, a loro clienti.

Nel mirino delle forze dell’ordine e della magistratura sono finiti
cittadini di origine egiziana, della Sierra Leone, dell’Iran, del Kosovo
e della Cina.

Nel corso delle indagini sono state evidenziate numerose cessioni di medicinali, ma al momento si cercano ulteriori elementi per attribuire a loro eventuali responsabilità penali. Sempre seguendo le tracce di cittadini extracomunitari, coinvolti in un’altra inchiesta, quella dello smercio di tramadolo, la cosiddetta «droga del combattente», gli investigatori si erano poi imbattuti nel traffico illecito di farmaci imbastito dal titolare della Farmacia Caiazzo.